Per lo Zanzibar si conchiude che scriverà a Londra perchè Salisbury sciolga lui la questione, o ci lasci le mani libere.

Turchia. Convenienza di non distrarre da noi il Sultano e di trattarlo benevolmente.

Ritorna al suo antico concetto che la Russia in Costantinopoli sarebbe più debole. Nei Balcani sarebbe attaccabile e potrebbe esservi schiacciata. Non sarebbe lo stesso entro le attuali frontiere.

Francia. Boulanger. Non teme la guerra, ma preferisce la pace.

Papa. Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa. La guerra all'Italia gioverebbe a quest'ultima. Partenza del Papa da Roma: andrebbe temporaneamente in un convento della Svizzera. Cardinale Schiaffini.

Agenzie telegrafiche.

Gli ultimi giorni dell'imperatore Federico — uomo debole — si lasciava dominare dalla moglie, la quale subiva alla sua volta il dominio della madre: voleva britannizzare tutto. Un giorno ragionava coll'Imperatore; eran d'accordo. Giunge la moglie; si manifesta di contrario avviso; S. M. volta la testa.

Alle 9 di sera, dopo pranzo, circolo. Vari aneddoti: la guerra del '66 — l'Italia debole — il Re vuole andare a Vienna, poscia in Ungheria: Bismarck si oppone. Questioni e rimproveri. Egli non volle prendere provincie all'Austria, perchè non volle umiliarla. Nè umiliata in Italia, grazie a Napoleone III, nè umiliata in Germania, grazie a Bismarck.

23 agosto. — Alle 8,30 il Principe viene a visitarmi. Mi annunzia di aver telegrafato a Londra; teme che lord Salisbury non vi sia. Parliamo nuovamente dello Zanzibar. Gli manifesto che farebbe buona impressione in Italia se egli accompagnasse a Roma l'Imperatore. Risponde esponendomi le ragioni che si opponevano al suo viaggio. «Se l'Imperatore mi volesse, andrei con lui; ma bisogna che lui mi domandi. Sarei andato in Russia; egli non lo chiese. In verità, il giovane Imperatore se la fa meglio con Herbert».

Alle 9,15 il colloquio ha termine.