15 settembre. — Il signor di Goedel per incarico del conte Kálnoky, è venuto a riferirmi le istruzioni date al suo Incaricato d'affari a Costantinopoli circa talune domande fattegli da Sadullah-pascià. L'ambasciatore turco avrebbe chiesto se nel colloquio di Eger il Crispi aveva manifestato i suoi concetti intorno alle intenzioni del governo italiano in Africa, e se si era convenuto qualche cosa per la Bulgaria. Il Kálnoky rispose che la questione di Massaua è cessata. Il ministro Crispi non intende farne argomento di ulteriori discussioni; ad Eger manifestò sentimenti pacifici, e non è suo interesse dar seguito ad un dibattimento ormai esaurito. Conviene però che la Francia non risusciti il conflitto con pretese nel Mediterraneo. Allora l'affare potrebbe attirare l'attenzione delle Potenze che hanno interesse al mantenimento dello statu-quo. Per la Bulgaria il governo italiano è concorde con l'austriaco circa la convenienza di lasciare al tempo la soluzione del problema. Nulla sarà fatto per ridestare questioni ormai sopite e per richiamare l'attenzione dell'Europa su di un popolo che fa bene i suoi affari. L'Italia e l'Austria si adopreranno in ogni occasione perchè la pace non sia turbata nei Balcani.
24 settembre. — Il conte di Goltz, venuto in Napoli, mi ha parlato di vari argomenti, tutti di qualche importanza.
La missione dei preti abissini presso il governo russo non ebbe successo. Gli abissini offrivano allo Czar un'isola nel mar Rosso; ma l'offerta, dubbia in sè stessa perchè manca l'isola, non invogliò il sovrano. Giers non celò che nella Russia vi sono simpatie per l'Abissinia, per motivi religiosi.
Missionari tedeschi in Cina: ottennero quanto chiedevano dall'Imperatore del Celeste Impero, e il governo di Berlino domanda se abbiamo ottenuto altrettanto, essendo suo desiderio che l'Italia abbia gli stessi benefici. I missionari tedeschi che si recassero in Cina con passaporto non germanico, non otterrebbero il visto. Ho ripetuto la risposta fatta all'Incaricato d'affari italiano a Berlino. Il ministro di Germania a Pechino appoggerà le domande del governo italiano.
In Russia si attendeva che la Bulgaria il 18 corrente avesse proclamata la sua indipendenza. Erano voci di giornali; tutto passò tranquillamente.
Capitolo Decimo.
Il terzo incidente con la Francia.
Una lettera apocrifa di Felice Pyat. — Guglielmo II a Roma. — Colloqui di Crispi col conte Erberto di Bismarck. — Storia documentata dell'incidente per le scuole italiane in Tunisia. — Dal Diario di Crispi. — La situazione in Francia alla fine del 1888.
Nei primi del settembre l'on. Crispi ricevette questa lettera:
«Parigi, 7 settembre 1888.