Il 7 luglio l'on. Crispi telegrafa al conte Tornielli:
(Confidenzialissimo. Personale). — Casualmente sono venuto a conoscere da un amico intimo di Freycinet e di Ribot che la Francia negozia con l'Inghilterra un trattato di commercio per la Tunisia. Le pratiche sarebbero state iniziate in vista della condizione speciale in cui si trova l'Inghilterra di aver colà un trattato, la cui durata è indeterminata. La persona medesima mi ha dato ad intendere che la Francia vorrebbe fare altrettanto con noi, e che sarebbe pronta a concederci le stesse condizioni che farebbe alla Gran Brettagna.
Che la Francia prepari qualche cosa in Tunisia è oramai certo. Se indugia si è perchè non vuole scontentare nè l'Inghilterra, nè noi. Ciò essendo, ho risposto all'amico ufficioso col massimo riserbo e senza menomamente impegnarmi, che la questione nella Tunisia non si può toccare in Italia senza incorrere l'avversione pubblica; che l'argomento offrirebbe materia a lunghi studii; e che se conoscessi le basi dell'accordo sarei dispostissimo a prenderle nel dovuto esame. Gioverebbe intanto che io conoscessi le intenzioni di lord Salisbury, poichè nulla vorrei fare che non sia in perfetto accordo con lui. La prego perciò di volere con la più grande prudenza scandagliare quanto vi sia di vero nelle cose dettemi.
Una comunicazione analoga vien fatta a Berlino. Tornielli e Hatzfeldt conferiscono con Salisbury il quale non nega queste trattative, ma dichiara esplicitamente che, “in ogni caso, l'Inghilterra farebbe qualche concessione alla Francia in Tunisia soltanto sul terreno commerciale, non mai di carattere politico, come sarebbe la rinuncia alle Capitolazioni„.
Il 14 luglio l'on. Crispi riceve dal Console d'Italia a Tunisi, Machiavelli, un allarme:
Sono informato da buona fonte che, per accordo seguìto mercoledì, 9 corrente, tra Bey regnante e suoi due successori immediati, da un lato, e Residenza francese dall'altro, famiglia beylicale cesserebbe di regnare alla morte del primo, garantendo Francia lista civile dei Principi, fissata indefinitivamente a due milioni lire, per quello cui spetterebbe trono. Console inglese fa eguale comunicazione al Foreign Office.
Questa notizia fece sull'on. Crispi una profonda impressione. Chiamò a Roma per dare loro istruzioni verbali gl'Incaricati d'Affari a Londra e a Parigi, Catalani e Ressman, e mise sottosopra le Cancellerie delle Grandi Potenze. Valgano i documenti a far comprendere con quale fervore e con quali intenti Crispi trattasse la questione:
Roma, 15 luglio 1890.
Regia Ambasciata italiana,
Berlino.
Il 9 corrente fu firmata a Tunisi una convenzione con la quale fu pattuita la cessazione della sovranità beylicale a favore della Francia alla morte del Principe attualmente regnante. La Francia in compenso darà al Principe successore una rendita annuale di due milioni di franchi. Questo atto completa il trattato del Bardo ed assicura alla vicina Repubblica l'impero di un vastissimo territorio, dalle frontiere del Marocco a quelle della Tripolitania.