Io vidi a Parigi il deputato Gambetta, il quale ha molta influenza nel suo paese. Abbiamo discorso a lungo sulle condizioni politiche della Francia e sulla necessità della pace europea, anche pel consolidamento della repubblica. Io non gli nascosi che sarei venuto da voi ed egli mi manifestò il desiderio di un accordo con voi e volle che io ve ne parlassi.

Io comprendo che un'alleanza tra la Francia e la Germania non è ancora possibile, perchè gli animi in quel paese sono troppo inaspriti (aigris) dopo le sconfitte patite. Ma havvi un punto sul quale potreste intendervi, e l'Italia vi seguirebbe; è quello del disarmo.

— Un'alleanza con la Francia repubblicana sarebbe senza scopo per noi.[4] Il disarmo dei due paesi non sarebbe possibile. Questo argomento prima del 1870 fu trattato con l'imperatore Napoleone, e dopo tanto discutere fu provato che il concetto di un disarmo non può riuscire nella pratica. Non furono trovati ancora nel dizionario i vocaboli che fissino i limiti del disarmo e dell'armamento. Le istituzioni militari sono diverse nei varii Stati, e quando avrete posto gli eserciti sul piede di pace, non potrete dire che le nazioni, le quali hanno aderito al disarmo, siano in eguali condizioni di offesa e di difesa. Lasciamo questo argomento alle Società degli amici della pace.

— E allora limitiamoci al trattato di alleanza pel caso che la Francia ci attacchi.

— Prenderò gli ordini dell'Imperatore per trattare in via ufficiale un'alleanza eventuale.

L'ora essendo tarda ed essendo esauriti gli argomenti che dovevo trattare, mi levai per congedarmi.

— Resterete ancora a Gastein? — chiese il Principe.

— No, Altezza. Ogni permanenza in questi luoghi sarebbe inopportuna. Non ho dato il mio nome nè all'albergo di Europa a Salisburgo, nè qui all'albergo Straubingen.

— Allora, arrivederci.

— Arrivederci.