[18.] L'on. Crispi evidentemente ignorava, quando scrisse questa lettera, il trattato della Triplice Alleanza stipulato pochi mesi prima. (N. d. C.)
[19.] Il telegramma al generale Fabrizj era così concepito: «Prega Mancini riprendere trattative col Ministero inglese. Faccia presto. Ogni indugio rovinoso». (N. d. C.)
[20.] Agli zuavi pontificii, morti a Mentana, furono trovati i libretti (livrets d'hommes de troupe), dai quali appariva ch'essi appartenevano di fatto all'esercito francese, quantunque al servizio del Papa. Abbiamo sotto gli occhi il libretto di Haslen Etienne del 33.º reggimento d'infanteria di linea, stato arruolato nella Legione romana.
[21.] Si accenna alla missione inviata nel novembre del 1887 dal Governo inglese al Negus Giovanni e affidata al signor Gérald Portal, segretario dell'Agente diplomatico della Gran Brettagna al Cairo, sir Evelyn Baring. (N. d. C.)
[22.] Cfr. Comte Charles de Moüy, Souvenirs et causeries d'un diplomate. Paris, librairie Plon, 1909. Pag. 256.
[23.] Nel citato volume, a pagg. 257-258, il conte de Moüy fa questo ritratto del Goblet: «L'accession de M. Goblet au Ministère des Affaires étrangères avait soulevé dans les journaux français des objections sérieuses: on disait avec raison que cet homme politique, estimé d'ailleurs, orateur disert, logicien exercé, était mal préparé, par son caractère raide et irascible, au maniement des choses diplomatiques qu'il traitait pour la première fois: on lui reprochait ses opinions anguleuses et son style peu engageant. Je n'étais pas, à cet égard, sans quelque souci, et je regrettais l'éloignement de M. Flourens dont j'appréciais vivement la connaissance parfaite de notre situation délicate à Rome, la douceur et l'abile sagesse.» (N. d. C.)
[24.] I fuochi erano preparati al di là del cancello che chiudeva la proprietà Bismarck. Il Principe, recandosi in mezzo alla folla plaudente venuta in gran parte da Amburgo, la invitò a gridare «Viva Crispi». La folla ripetè tre volte l'acclamazione, stando il Principe a capo scoperto. (N. d. C.)
[25.] Il conte de Moüy nei suoi Souvenirs (pagg. 264-266) riconosce che il Goblet cercò, col creare la questione della quale ci occupiamo, una rivincita dello scacco subito per le tasse di Massaua, ma riferisce molto inesattamente lo svolgimento di essa. Egli afferma che l'on. Crispi «avait un esprit trop fin et trop pratique pour soulever la moindre objection(!)». I documenti che pubblichiamo dimostrano quante e quali obiezioni sollevasse l'on. Crispi, e come riuscisse a vincere il punto. Deve avvertirsi, a spiegazione dell'errore del de Moüy, che egli non era più a Roma quando l'incidente delle scuole della Tunisia si svolse. (N. d. C.)
[26.] Il signor Mariani, durante la sua breve missione (morì in Roma nel gennaio 1890) non modificò, naturalmente, la politica francese verso l'Italia, ma si fece apprezzare per l'animo sereno e la leale condotta.
[27.] Cfr. Atti parlamentari.