Ora, io sarei d'avviso che stante gl'insuccessi russi ed in previsione d'una ripresa d'armi in primavera, convenisse parlar chiaro e franco a Vienna e Londra, e dir netto il nostro pensiero. Intanto, bisognerebbe affrettare i nostri armamenti e provare che anche noi abbiamo tutti gli argomenti per farci ascoltare.

La mia corsa da Berlino a Gastein fu un mistero. A Salisburgo ed a Gastein agli alberghi non fu rivelato il mio nome.

Di Launay seppe della mia visita a Bismarck, ma secondo le tue istruzioni gli tacqui il vero scopo della visita.

E qui fo punto per oggi, e cordialmente ti saluto.»

Alle 8 di sera viene il dottor Valeri per dirmi che la Principessa imperiale desiderava una mia visita.

Risposi che mi sentivo onorato della cortese manifestazione della nobile Principessa e che lasciavo a S. A. I. di fissare il giorno che avrei potuto vederla.

Il Valeri disse che la Principessa era invaghita dell'Italia e che ne seguiva con amore i progressi. Lieta della visita a Berlino del Presidente della Camera Italiana, S. A. I. avrebbe gradito che egli si fosse recato a Potsdam.

Pregai il cortese messaggero di ringraziare l'illustre Principessa e di dirle che sarei stato fortunato di poterle ripetere a voce l'omaggio della mia devozione.

Berlino, 21 settembre. — Il telegramma di ieri dell'on. Depretis non essendo soddisfacente replicai col seguente:

«Ebbi tuo laconico dispaccio telegrafico. S. M. il Re fu più gentile di te. Avverti che di Launay ignora trattative alleanza contro Francia».