membre du Reichstag et chef rédacteur de la Nationalzeitung

Rispondo così:

«Kaiserhof, ce 21 7mbre.

Monsieur et cher collègue,

En remerciant vous et vos collègues, au Reichstag et au Landtag, de l'honneur que vous me faites, j'accepte l'invitation et je vous attendrai à l'hôtel dimanche 23 courant à l'heure que vous m'avez indiquée. Agréez, monsieur, mes salutations bien cordiales».

Scrivo all'on. Depretis:

«Il conte di Launay, avendo ricevuto un biglietto dal Maresciallo di Corte, il quale annunziava che la Principessa mi voleva a pranzo la sera di domenica 23, egli venne ad informarmene.

La coincidenza dei due inviti ci mette in imbarazzo, non sapendo come svincolarci dall'uno o dall'altro. L'ambasciatore di S. M. assume l'incarico di trovar modo a risolvere il problema».

La sera, ad ora tarda, ricevo da Roma il seguente dispaccio dell'on. Depretis in risposta al mio del mattino:

«Mio laconismo solito cresce maggiormente per malattia che mi tiene da otto giorni obbligato a letto. Ma tu devi dargli interpretazione come attestato di prudenza che non esamina e riconosce per opera tua il risultato del colloquio del quale mi hai dato notizia. Lasci in sospeso una grave quistione e la più urgente. Procura, se non puoi ottenere altro, di lasciare un addentellato che ci permetta di ritornarci sopra e d'insistere.[5] Pare a me si dovrebbe comprendere che nella questione Orientale non è possibile rimanere indifferenti ad una soluzione che ingrandisce Austria».