— Che la Germania nella Prussia occidentale possa in tempi ordinarii mantenere la sua autorità, non ho ragione di contrastarlo. Dubito, però, che ciò possa fare in caso di una rivoluzione.
Ricorderete certamente la insurrezione polacca del 1863 e non avrete dimenticato che, allora, Prussia e Russia credettero necessario un trattato[7] per cooperare a reprimerla. Le insurrezioni sono contagiose, massime quando sono animate dal principio di nazionalità.
— Ma al 1863 non avevamo la Germania.
— Sia pure, ma bisogna anche ricordare che nelle provincie di origine polacca la popolazione è cattolica ed i cattolici danno molto da fare. Fra i cattolici, il clero e la popolazione di Posen sono i più attivi ed i più arditi.
— Questa è tutt'altra cosa. Il partito cattolico è forte in tutta la Germania; ha danaro, ha giornali, ha una potente organizzazione. Il partito cattolico però costituisce una vera minoranza in tutto l'impero. Può dare fastidii, ma non sarà mai temuto. È un partito come un altro, il quale è obbligato a rispettare le leggi e però può essere tenuto a freno.
— Permettetemi intanto di farvi osservare che nelle provincie polacche la questione è del tutto diversa.
Nelle provincie tedesche i cattolici sono tedeschi ed essi non possono volere la caduta dell'impero. I cattolici polacchi nulla hanno di comune con la Germania; la loro patria è altrove e nella lotta religiosa troverebbero anche il modo di rivendicare la loro nazionalità.
— Convengo con voi sulla gravità della questione, ma il principe di Bismarck sa il suo mestiere e ne ha dato prove in tutte le occasioni. A lui non riuscirà difficile tenere i polacchi al posto, qualora volessero turbare la pubblica pace. Nel novembre 1870, il clero di Posen, con lo arcivescovo alla testa, prese l'iniziativa per una agitazione in favore del potere temporale del Papa. Fu un inutile conato innanzi alla ferrea volontà del Principe. Il movimento si estese, ma non prese mai forma politica. Vennero le leggi di maggio col voto di tutti i partiti nazionali e col plauso di tutta la Germania ed altre leggi verrebbero, se mai fossero necessarie. Il Principe era interessato a mantenere salda l'amicizia della Germania coll'Italia, ed i cattolici dovettero cedere ed obbedire.
— Come italiano io devo essere riconoscente al governo tedesco pel suo contegno in tutto ciò che possa interessare il mio paese. Ma voi non avete trovato ragioni sufficienti per convincermi che, nella questione polacca, la Russia e la Prussia non abbiano bisogno di procedere d'accordo.
Dopo ciò, mi sono alzato ed il mio interlocutore comprendendo quale fosse il mio desiderio, si è congedato.