La mia salute s'è guastata a Stradella. Era uno de' soliti attacchi artritici che fu da me trascurato e mal curato dal medico. Costretto a recarmi a Roma ove la mia presenza era necessaria, ho inasprito il mio male colla fatica del viaggio, e a Roma l'attacco artritico si estese ai visceri. La malattia era nojosa e minacciava d'essere lunga quantunque non fosse grave. Vinse, però, la mia buona natura e mediante purganti e senapismi il male si è mitigato. Non posso ancora reggermi in piedi, ma è affare di qualche giorno. Fra tre o quattro giorni sarò intieramente libero considerandomi adesso in piena convalescenza.

Il tuo viaggio avrà questo notevole risultato: la diplomazia ha cominciato a conoscerci, a renderci giustizia, a trattare apertamente con noi. Fummo lungamente cospiratori per l'unità del nostro paese, siamo stati rispettati come deputati di parte liberale, ora otterremo di essere apprezzati come uomini di governo. Quando sarai qui c'intenderemo per rendere fruttuoso e sicuro il risultato della tua missione.

Ora eccoti alcune notizie che è bene tu sappia per regolare l'epoca del tuo ritorno a Roma.

E prima delle cose interne.

Zanardelli aveva offerto le sue dimissioni perchè gli avevo telegrafato che il ritardo nella stipulazione delle convenzioni era una calamità. Risposi con moderazione ed ottenni il suo assenso a proseguire i negoziati. Spero dunque ancora di conchiudere senza attraversare una crisi.

Da Mancini spero poco perchè non spero che la sua salute si ripristini completamente. Sarà uno dei nostri più grossi fastidj.

Ma vi è un altro guajo.

Venne a Roma Cialdini e si mostrò molto malcontento di Mezzacapo per le giubilazioni nell'esercito, e di Nicotera pei settanta commendatori, e parlò della sua dimissione non immediata, ma fra breve. La dimissione di Cialdini ci farebbe molto male ed è perciò che se ritornando in Italia passi da Parigi faresti bene a vederlo ed a persuaderlo di non toglierci il suo appoggio. Egli mi disse di averti parlato e che tu gli hai detto che un allargamento dei quadri sarebbe stato accettato dalla Camera. Io non so se la cosa sarebbe passata facilmente, e non voglio sostenere che nelle disposizioni date da Mezzacapo non ce ne siano di sbagliate, ma il certo si è che qualche cosa bisognava fare, e che adesso bisogna ad ogni costo impedire che il generale Cialdini si dimetta. Sai che il partito ha accolto bene i provvedimenti di Mezzacapo e che un atto ostile contro di lui ferirebbe e partito e ministero e forse aprirebbe una breccia per la quale potrebbero entrare i nostri avversarii politici.

Venendo alle cose estere, è bene che sappi che di Launay ha scritto a Melegari della tua visita a [Bismarck][10] e fece notare le parole che [Bismarck] disse ad [Andrássy]. Quelle parole sono però diventate per noi un programma, all'attuazione del quale è d'uopo adoperarci. Purtroppo non conosciamo la risposta di [Andrássy] e certo a [Vienna] le nostre esigenze incontreranno opposizioni vivissime; ci vorrà da parte nostra molta abilità, molta fermezza, ed anche un po' di fortuna per riuscire.

Le osservazioni che a questo proposito tu hai fatte a [Bismarck] bisognerà che le faccia con prudenza a [Derby]. Colla [Inghilterra] noi abbiamo molti interessi comuni, nessun interesse contrario. Vivissimo è il nostro desiderio di mantenerci con essa in perfetto accordo. E questo è anche il nostro interesse, poichè quando fossimo involti in una guerra l'amicizia del [Inghilterra] è la sicurezza delle nostre [piazze], cioè delle nostre grandi città.