Tu parlando con gli uomini di Stato [Inglesi] potrai toccare un argomento delicato e che non devesi sviluppare se non si presenta occasione propizia e sempre adoperando molta prudenza.
In questi ultimi tempi fummo male giudicati da una parte della stampa inglese. Vi fu chi sospettò un'alleanza dell'Italia con l'Austria, alleanza che non ha mai esistito nel pensiero di nessuno. Ultimamente il Foreign Office pubblicò un manifesto sui passaporti che i sudditi inglesi erano invitati a ritirare quando volessero recarsi in Italia. Quell'annunzio era un'offesa immeritata all'Italia e al suo Governo che sempre ha accolto, ed accoglierà sempre i sudditi britannici colla più grande simpatia. E non siamo noi gli avversarj del papato, che è il più antico nemico dell'Inghilterra? — Ora, molti credono in Italia che questi umori dipendono in gran parte da una sola persona. Noi non godiamo le simpatie dell'attuale Ambasciatore britannico a Roma, che è un amico intimo dei nostri avversarj politici.
Su questo punto, ed anche perchè ne dica una parola al nostro Ambasciatore, io mi rimetto alla tua prudenza.
Io ti sarò molto grato se vorrai telegrafarmi da Londra quello che vi si pensa sul risultato delle prossime elezioni in Francia. Questi pronostici mi saranno utili anche dal punto di vista finanziario.
E ti prego ancora di telegrafarmi il tuo itinerario per mia norma, e il giorno in cui speri di poterti trovare a Roma. La situazione parlamentare io la spero buona perchè la situazione delle finanze è buona: ma questo non è che un lato del problema che dobbiamo risolvere, e per consolidare al potere il partito liberale occorre ancora studio e lavoro non poco e fatica molta.
Credimi sempre
l'aff.mo tuo
A. Depretis.
P.S. Telegrafa la ricevuta di questa per mia quiete.»
«Londra R 1 / 10
dº dº
(Telegramma).