Comunque sia, coteste son cose che accomoderemo.
Cialdini se ne persuaderà ed io metterò tutta l'opera mia, perchè egli non proceda ad un atto che sarebbe interpretato a nostro danno.
Io non poteva nascondere a di Launay ch'ero stato con Bismarck. Siccome ti telegrafai, tenni a lui solamente segrete le trattative per l'alleanza contro la Francia. Egli però mi portò sempre a leggere le lettere ed i telegrammi, prima che fossero spediti. E voglio credere che tu li abbia letti tutti.
Bisogna assolutamente andare a Vienna e vedere Andrássy. Colà il partito militare è deciso, appena glie se ne offrirà l'occasione, di occupare la Bosnia.
Il Governo germanico non si oppone, ma non ha dichiarato che lo permetta. Anche qui non erano contrarii, a quanto me ne dice Menabrea, ma quando seppero che noi non potevamo permetterlo senza compenso territoriale alle Alpi, finirono per darci ragione.
In tale stato di cose un linguaggio franco e risoluto, una dichiarazione che li assicuri del nostro consenso e del nostro aiuto a condizioni nettamente determinate, ci dovrà giovare, e non potrà nuocere.
Io mi sento la potenza di farlo cotesto discorso e se tu consenti prenderò la via di Vienna. Se pensi altrimenti farò subito ritorno in Italia. Su questo attendo un tuo cenno col telegrafo, all'arrivo della presente.
Disraeli è malato. Derby è a Liverpool ed attendo un suo avviso per sapere il giorno in cui ci potremo vedere. Farò a lui le osservazioni opportune sull'argomento di cui più innanzi ti ho intrattenuto, e non dubito della favorevole di lui risposta. Mi verrà agevole discorrere di tutto ciò, dopo che so ch'egli è ben disposto.
La stampa inglese non ci è stata amica, e ne siete colpa un po' voi, perchè non l'avete curata e l'avete lasciata in balìa dei moderati. Ed in questo paese i giornali sono potentissimi, e bisogna saperne far conto. E vedi in proposito di ciò qualche cosa che mi riguarda. Ieri il Times pubblicò un telegramma del suo corrispondente romano, nel quale si dice che il mondo officiale e diplomatico di costà è male impressionato dei miei discorsi in Berlino e del mio telegramma all'imperatore Guglielmo. Cotesto è un eco di alcune parole dell'Opinione del 29, che i vostri giornali lasciarono passare.
I miei discorsi a Berlino furono costituzionalissimi e corretti. Nelle alte sfere ne furono contentissimi e me n'espressero la loro approvazione.