Del mio telegramma all'Imperatore ne parlai al ministro Bülow ed al barone Holstein, e non solo nulla mi osservarono sulla forma, ma si compiacquero che io abbia fatto risalire all'Imperatore il merito delle dimostrazioni fatte a me ed all'Italia dalla rappresentanza del popolo tedesco.

Ed aggiungi che questa volta anche l'etichetta di Corte fu messa da parte. Appena la Principessa Imperiale mi seppe a Berlino, mandò persona sua per manifestarmi il desiderio di una mia visita. E siccome l'Imperatore ed il Principe erano al campo delle manovre, essa tenne per me un pranzo alla residenza di Potsdam. A me personalmente tutto ciò poco importa, ma io ne son lieto pel mio paese e pel mio partito.

Farò al Foreign Office le tue dichiarazioni, e vedrò anche d'interessarne Menabrea, perchè possa anche lui togliere la cattiva impressione prodotta per l'affare dei passaporti. Non trascurerò cotesto argomento quando vedrò il conte Derby.

Avrai le notizie che mi chiedi sulle elezioni generali di Francia. E saprai il mio itinerario appena mi avrai telegrafato alla ricezione di questa mia.

Godo che lo stato delle finanze sia buono. Con la buona finanza potremo fare delle grandi cose. Pel resto, lascia a me la cura. Alla Camera tutto procederà in regola.

Ed ora lascia che ti stringa cordialmente la mano.

L'aff.mo tuo
F. Crispi.»

4 ottobre. — Visita a Woolwich.

Telegrafo a Depretis: «Derby verrà domattina dalla campagna apposta per ricevermi. Sabato vedrò Gladstone. Domenica partirò pel Continente. Alla City ritengono sicuro il successo del partito repubblicano nelle elezioni generali francesi; all'Ambasciata francese non lo contrastano, ma credono che Mac-Mahon guadagnerà voti e governerà col Centro Sinistro».