— Fui impiccato in effigie.[11]
— Orbene, voi sapete che quando l'indipendenza e la libertà di un paese furono acquistate con sacrificii, chi li ha fatti cotesti sacrificii non può con audaci avventure mettere in pericolo i beni raggiunti. — Fiume — ridicola imputazione; i porti sono sbocchi necessarii al commercio; chi li ha, deve possedere il territorio donde vengono i prodotti. Di Fiume che potremmo farcene?
L'opinione pubblica è interpretata dal Parlamento e dal Governo. Avete da lagnarvi del loro contegno? È necessario che i due Stati siano amici, e i governi d'accordo.
— Ho fatto sempre cotesta politica e nei sei anni che fui ministro, e nei cinque dacchè son Cancelliere — Non mi curo dei giornali, nè dei parlamenti — Sfido l'impopolarità, so quello che è necessario nell'interesse dell'impero. Una politica di ostilità con voi è contraria agl'interessi dell'Austria-Ungheria — Finchè sarò ministro non me ne distaccherò.
— Concludiamo da tutto questo. Trattato di commercio, relazioni civili.
— Adagio. La politica ha poco da fare con le relazioni commerciali. Sviluppo di questa tesi — Esempio con la Germania.
— Penso anch'io così; ma guardiamo alle conseguenze. Non dico che il trattato di commercio debba farsi ad occhi chiusi. Penso che convenga cominciare a trattare per venire ad una conclusione. La sospensione delle trattative farebbe cattiva impressione.
— Così va bene.
— Accordo sulla questione orientale?...
— Guerra russo-turca; come finirà. Questione di nazionalità anche qui; come scioglierla. Autonomia dei bulgari: fin dove — ai Balcani. E degli altri? Questo se vincono i russi — Ma se vince la Turchia? Bisogna dunque attendere la fine della guerra.