Il 13 marzo Menabrea telegrafava nuovamente:

«... Derby mi ha ripetuto che desiderava intendersi con l'Italia sulle questioni relative al Mediterraneo e che aveva incaricato Paget [ambasciatore britannico a Roma] di fare su tale oggetto delle aperture a V. E.»

Il 16 marzo il gen. Menabrea insisteva:

«... Il conte Derby sembra fare assegnamento sull'Italia per difendere gli interessi comuni nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Egli mi disse di avere dato incarico a sir A. Paget di fare delle aperture in quel senso all'E. V. stessa, come l'E. V. lo suggeriva col suo telegramma dell'8 marzo corrente.»

Il ministero degli Affari Esteri taceva dal giorno 8. Depretis si era dimesso il 9; la crisi ministeriale si chiuse il 24 con la nomina di Benedetto Cairoli alla presidenza del Consiglio. Finalmente Roma rispose. Il conte Corti, preso possesso dell'ufficio di Ministro degli Affari Esteri il 26, due giorni dopo non esitava a respingere la mano offertaci dall'Inghilterra, con la seguente incredibile lettera nella quale, non si comprende perchè, limitava al mar Nero e agli Stretti il campo degli accordi proposti anche per il Mediterraneo:

«Roma, 28 marzo 1878.

Signor ambasciatore,

È venuto oggi da me l'ambasciatore d'Inghilterra, e, per incarico avutone dal suo governo, mi ha fatto la comunicazione che già V. E. aveva annunciato.

In previsione dei mutamenti che la presente guerra può arrecare nell'equilibrio di forze finora mantenutosi in ordine alle comunicazioni tra il Mediterraneo e il Mar Nero, i governi più immediatamente interessati in quelle acque dovrebbero, secondo il pensiero del governo della Regina, essere concordi nel considerare la preservazione, per tale rispetto, dei loro interessi commerciali e politici, nel Mar Nero e negli Stretti, e, in conseguenza, qualsiasi atto che miri a violare quegli interessi, siccome questione di generale portata; e però di tempo in tempo, per quanto la cosa riesca praticamente possibile, dovrebbero procedere ad accordi circa le misure che fossero per essere necessarie per la preservazione di quegli interessi.