— Spero che ci rivedremo prima che partiate.

— Milord, siccome è mio dovere, verrò a congedarmi.

— Voi parlate l'inglese?

— Milord, non oso. E poi non lo comprendo bene. Il signor Gladstone mi ha male avvezzato, perchè parla benissimo l'italiano.

Durante la conversazione venne un cameriere con un cassettino bislungo. Il conte chiese il permesso di aprirlo; l'aprì, e prese e lesse alcuni dispacci telegrafici.

— Voi avete i portafogli. Noi ci serviamo dei cassettini.

Si alzò, scrisse e consegnò tutto al cameriere.

Lord Granville è di statura ordinaria; barba all'inglese, occhi cerulei, una faccia tutta bontà. Riservato e cauteloso, egli parlando mette tutta la cordialità e vi ispira fiducia.

Le seguenti lettere, inviate in quei giorni a Roma,[16] rendono conto dei giudizi di Crispi sulla questione egiziana e degli sforzi che fece affinchè il Mancini accettasse l'invito dell'Inghilterra:

Londra, 25 luglio 1882.