Il Billot nel trascrivere questo comunicato salta le parole «come fu già annunziato». E registra tutte le ipotesi che furono fatte in Francia e in Italia per spiegare «la decisione improvvisa di Crispi», mostrandosi incerto se credere a quella che accennava al proposito di evitare un avvenimento favorevole al ravvicinamento franco-italiano per non fare dispiacere alla Germania, o all'altra che si riferiva a considerazioni di politica interna. Comunque, egli conclude, «personne n'hésitait à en rejeter sur Crispi la responsabilité exclusive».

La verità non è quella narrata dal Billot. Il governo italiano sarebbe stato lieto dell'atto di cortesia della Francia, ed era assurdo credere altrimenti, dopochè l'Italia aveva spontaneamente per la prima mandato una squadra a Tolone. Quello che dispiacque al Re fu la discussione fatta dalla stampa francese circa l'opportunità di quell'atto, discussione nella quale l'idea della visita era stata aspramente criticata, e, come allora soleva, le ingiurie all'Italia e al suo Re erano state dispensate a piene mani.

Quando il governo francese annunziò la sua decisione, questa era passata attraverso tali dissensi che aveva perduto il profumo della spontaneità; non era la prima volta che i giornali rendevano un cattivo servizio alla politica della Francia. E fu proprio il Re, senza alcun suggerimento di Crispi, che decise di non recarsi al varo della Sardegna. Infatti è del 27 agosto — e non del 28, come narra il Billot — la domanda che questi fece alla Consulta, e porta la data del 27 il seguente telegramma:

«S. E. generale Pallavicini, primo aiutante di campo di S. M.

Montechiari.

Ambasciatore di Francia mi ha fatto chiedere epoca nella quale S. M. il Re si troverebbe alla Spezia, accennando intenzione suo Governo di mandarvi parte squadra francese per ossequiare la Maestà Sua. Attendo gli ordini di S. M, per la risposta da dare al signor Billot.

Crispi.»

«S. E. generale Pallavicini, primo aiutante di campo di S. M.

Montechiari.

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Questo telegramma era appena partito quando giunse a Crispi una lettera del Rattazzi, ministro della real Casa, datata da Montechiari, 26 agosto, nella quale riferiva in questa guisa la volontà del Re:

«I giornali francesi continuano a discorrere della visita della squadra francese alla Spezia in occasione del varo della Sardegna. Per norma di V. E., è intenzione di S. M. di astenersi dall'assistere al varo della Sardegna

Crispi approvò la decisione del Re di non recarsi alla Spezia, ne fece avvertito il Billot e telegrafò a Parigi il 28:

«Ambasciata Italiana,

Parigi.

Ringraziando il signor Ribot della cortese intenzione, Ella può prevenirlo — quando le occorra vederlo — che S. M. il Re non è per recarsi alla Spezia per il varo della Sardegna, nè che a tale gita potrebbero offrire occasione le manovre della nostra flotta, essendo queste terminate.

Crispi.»