Waddington, ambasciatore di Francia a Londra, [pg 35]_, [pg 44]_, [pg 72]_, [pg 74]_, [pg 84]_.
Weil Federico, [pg 186]_.
White, ambasciatore britannico a Costantinopoli, [pg 260]_, [pg 261]_, [pg 262]_, [pg 264]_, [pg 266]_.
Wimpffen, ambasciatore austro-ungarico a Roma, [pg 97]_.
Zechi-pascià, generale turco, [pg 247]_.
Zia-bey, ambasciatore di Turchia a Roma, [pg 41]_.
NOTE
| [1] | Il viaggio del Cancelliere germanico in Italia era un attestato di considerazione
verso il nostro paese, che ufficialmente s'identificava all'estero con la
persona di Crispi; e, comunque si pensasse circa l'utilità per noi della Triplice
Alleanza, il sentimento della solidarietà nazionale verso lo straniero imponeva,
come un dovere elementare, anche ai partiti di opposizione, un'accoglienza almeno
deferente. La passione politica però fece velo a taluni radicali, i quali manifestarono
l'intenzione di organizzare una dimostrazione ostile. Il prefetto di
Milano telegrafava a Crispi in data 1.º novembre:
«Iersera alla Società Democratica, Cavallotti propose banchetto di protesta
per la venuta di Caprivi. Discussione fu violentissima. Proposta fu combattuta
da Mussi e da Porro e fu respinta malgrado la minaccia di Cavallotti di ritirare
la sua candidatura da deputato.»
Il giorno seguente lo stesso prefetto telegrafava:
«Ulteriori sicurissime notizie mi pongono in grado di informare V. E. che
idea banchetto protesta contro venuta Cancelliere germanico venne di Francia
e per mezzo del S. fu affidato a Cavallotti di propagarla. Respinta da tutti....,
Cavallotti, irritato, disse ritirare candidatura politica Collegio Milano ed è partito
per Meina.»
Appena ricevuto il primo telegramma, Crispi, addolorato, pensò di sottrarre
l'ospite ad ogni impressione sgradevole e telegrafò al Comm. Rattazzi, ministro
della R. Casa, che esprimesse al Re il suo desiderio che s'invitasse il Caprivi
a soggiornare nella Villa Reale di Monza. Il Re consentì immediatamente, come
si rileva dal seguente telegramma del Rattazzi, 2 novembre:
«Ho tosto rassegnato di Lei telegramma a Sua Maestà che mi incarica dire
che Ella ha piena facoltà di rivolgere nell'augusto suo nome invito al Cancelliere
per offrire la ospitalità nella Villa di Monza.
«È dispiacente S. M. delle di Lei immeritate inquietudini, soggiungendo però
che ritiene debba riuscire assolutamente vano il tentativo villano del Cavallotti,
che non sarà seguito dalla popolazione milanese.»
E infatti la disapprovazione di gran parte della stessa democrazia milanese
fece abortire ogni idea di manifestazione scortese, e il Conte di Caprivi, il quale
naturalmente nulla seppe delle fuggevoli preoccupazioni che la sua venuta aveva
sollevate, fu alloggiato in Milano, nell'Albergo Cavour.
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| [2] | Art. XI del trattato definitivo di pace concluso a Francoforte sul Meno
il 10 maggio 1871 tra l'Impero di Germania e la Repubblica francese (Scambio
delle ratifiche. Francoforte, 20 maggio):
«Les traités de commerce avec les différents États de l'Allemagne ayant été
annulés par la guerre, le gouvernement français et le gouvernement allemand
prendront pour base de leurs relations commerciales le régime du traitement
réciproque sur le pied de la nation la plus favorisée.
Sont compris dans cette règle les droits d'entrée et de sortie, le transit, les
formalités douanières, l'admission et le traitement des sujets des deux Nations,
ainsi que de leurs agents.
Toutefois, seront exceptées de la règle susdite les faveurs qu'une des parties
contractantes, par des traités de commerce, a accordées ou accorderà à des États
autres que ceux qui suivent: l'Angleterre, la Belgique, les Pays-Bas, la Suisse,
l'Autriche, la Russie.
Les traités de navigation, ainsi que la Convention relative au service International
des chemins de fer dans ses rapports avec la douane, et la Convention
pour la garantie réciproque de la propriété des oeuvres d'esprit et d'art seront
remis en vigueur.
Néanmoins, le gouvernement français se réserve la faculté d'établir sur les
navires allemands et leurs cargaisons des droits de tonnage et de pavillon, sous
la réserve que ces droits ne soient pas plus élevés que ceux qui grèveront les
bâtiments et les cargaisons des nations susmentionnées.»
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| [3] | Cfr. Francesco Crispi: Politica Estera, Cap. XII.
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| [4] | L'ambasciatore francese a Costantinopoli dichiarò al ministro degli esteri
che non esisteva alcuna carta ufficiale sulla quale la frontiera in questione fosse
segnata (dicembre 1887).
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| [5] | Così sta scritto nel margine inferiore dei fogli.
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| [6] | «Ghadames située à 25 kil. à peine de la frontière idéale qui sépare les
possessions de la France et celles de la Turquie.» (Réclus, tome XI, p. 114.)
|
| [7] | L'on. Crispi, nel discorso di Firenze (8 ottobre 1890), riferendosi alla
Francia aveva detto: «.... nessuno pensa e mai potrebbe pensare ad una Europa
priva della missione di quella Francia ch'è il più geniale sorriso della moderna
civiltà.... » L'intenzione ironica della frase «sorriso della civiltà latina», pronunziata
dal Pichon, era evidente.
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