[8]Al viaggiatore italiano Sebastiano Martini, che da Gabes in gennaio 1894 si proponeva partire pel Sud tripolitano, fu vietata la partenza dalle autorità francesi.
[9]La Francia tentò di metter piede nella valle dell'Alto Nilo tra il 1895 e il 1898. Impotente a far uscire l'Inghilterra dall'Egitto, volle con mosse caute e lente avvicinarsi al Sudan Egiziano. Il governo britannico avvertì subito i disegni francesi e non esitò ad ammonire per bocca di Sir Edward Grey (seduta della Camera dei Comuni del 28 marzo 1895) che avrebbe considerata una spedizione francese nella valle del Nilo come un «atto nemico (unfriendly)». Tuttavia, essendo ministro degli affari esteri in Francia l'Hanotaux, fu affidata segretamente al capitano Marchand la missione di raggiungere Fachoda, capoluogo del Bar-el-Ghazal, e di alzarvi la bandiera francese. Il Marchand raggiunse l'obbiettivo il 10 luglio 1898. Ma il 19 settembre giunsero dinanzi a Fachoda anche gl'inglesi e intimarono al Marchand lo sgombero della posizione. Il bravo ufficiale dovette rassegnarsi quando da Parigi gli giunse un ordine conforme. La Francia cedette, pur credendo che il suo diritto fosse leso, dinanzi alla forza, poichè l'Inghilterra era decisa a far valere la propria volontà. L'Hanotaux, il quale era stato sostituito al ministero degli affari esteri dal Delcassé quando l'incidente ebbe quella soluzione dolorosa per l'orgoglio francese, ha esposto nel suo volume «Le partage de l'Afrique: Fachoda» le ragioni che a proprio avviso giustificavano la condotta della Francia, dolendosi che l'opinione pubblica del suo paese non confortasse il governo a resistere: «.... l'impérialisme (britannico) faisait feu de toutes pièces.... il prenait position en vue d'une rupture et agitait le spectre de la guerre. A ce degré d'exaltation, il ne trouvait plus de contre-partie dans l'opinion française:.... une véritable panique, emportait les esprits; cette panique, accrue par tant de moyens dont dispose l'Angleterre, s'exagérait par elle-même et donnait à cette puissance toujours admirablement renseignée, la mesure de ce qu'elle pouvait tenter. La France ne trouva pas à cette heure, dans son droit, dans sa bonne foi, dans ses intentions aussi raisonnables qu'honorables, une de ces impulsions unanimes et chaleureuses qui, en d'autres circonstances, ont réchauffé et animé les gouvernements» (pag. 147).
[10]A. Billot: La France et l'Italie. Histoire des années troubles, vol. II, pag. 372.
[11]Questa nave, alla quale fu imposto il nome di Bascir, era già pronta da tempo (la commissione era stata data con contratto del 19 giugno 1890) quando il Sultano Mulei Hassan, superando gl'intrighi francesi, si decise a farne prendere la consegna, come risulta dal seguente documento. Disgraziatamente Mulei Hassan morì quindici giorni dopo gli ordini dati al Vizir Garrit, e il successore Mulei Abd-el-Aziz mutò idea: «Il Vizir Garrit al R. Ministro in Tangeri. (Traduzione letterale) 20 Caada 1311.
(25 maggio 1894). Lode a Dio. Non havvi forza e possanza se non in Dio Altissimo, Onnipotente. Abbiamo ricevuto la tua lettera con la quale ci informi che la nave da guerra costruita per Sua Maestà Sceriffiana nel vostro paese è pronta e che i costruttori che la costruirono desiderano farne la consegna, ed in questo senso rivolsero domanda al tuo eccelso Governo. Che il tuo Governo ti ha ordinato di interessarti a tale cosa e ci inviasti, entro la tua lettera, le note della spesa annua occorrente per la nave, siccome te ne aveva fatto richiesta Sua Maestà Sceriffiana — che Iddio esalti. Ci inviasti altresì entro la tua lettera la nota della spesa occorrente per l'acquisto delle munizioni per i cannoni che saranno collocati su questa nave, perchè ogni nave da guerra è provvista di tali munizioni e l'acquisto di esse è a carico del Makhzen (governo Marocchino). Ci hai infine domandato di farti conoscere l'epoca che S. M. Sceriffiana designerà per ricevere la nave suddetta e chi sarà incaricato da parte di S. M. di riceverla perchè tu ne renda informato il Governo del tuo augusto e potente Sovrano, e quando arriverà in Italia il delegato del nostro Signore — che Iddio renda vittorioso — il tuo Governo si occuperà con lui dell'affare della scelta degli ufficiali che dovranno andare sulla nave suddetta. Ho portato il contenuto della tua lettera e delle note annessevi a cognizione del nostro sceriffiano Padrone — che Iddio renda vittorioso. — Sua Maestà prese conoscenza di tutto ed emanò ordine sceriffiano ai Governatori dei porti di mare, menzionati in margine, di scegliere a mezzo del tuo rappresentante, che tu invierai presso di loro, trentaquattro marinai fra i marinai di quei porti e sedici artiglieri. Manda presso di loro (dei Governatori) il tuo rappresentante perchè li scelga egli stesso. S. M. ha altresì ordinato agli amministratori delle Dogane dei porti suddetti di provvederli (i marinai e gli artiglieri) del necessario e di imbarcarli per Tangeri. Ha ordinato al Governatore di Tangeri di alloggiarli convenientemente, e agli amministratori della Dogana di quest'ultima città di dar loro il vestiario d'uso e di somministrar loro la muna d'uso (un tanto al giorno per il vitto) fino a che partiranno per l'Italia. — Le lettere sceriffiane per i Governatori e gli amministratori dei suddetti porti e quelle per il Governatore, gli Amministratori di Tangeri ed il Naib (rappresentante) Sid Mohamed Torres arriveranno a tue mani dentro questa lettera. Il nostro Signore — lo esalti Iddio — ha designato El Agi El Arbi Briscia quale rappresentante della S. M. Sceriffiana per ricevere la consegna della nave suddetta, consegna formale siccome è detto nel relativo contratto. S. M. — la sua gloria sia duratura — ha eziandio designato l'Amministratore Sid Omar ben el Medhi Ben Gellun di Rabat quale amministratore sulla nave da guerra. Entrambi arriveranno presso di te con la risposta circa la spesa annua per la nave e circa la spesa per l'acquisto delle munizioni per i cannoni. firmato: Mohammed-el-Mufadde Ben
Mohammed Garrit.»
(Dio siagli propizio).

«Il Vizir Garrit al R. Ministro in Tangeri.

(Traduzione letterale)

[12]Cfr. R. Pinon: L'Empire de la Méditerranée.
[13]Cfr. nel giornale Figaro: «Il pericolo punico».
[14]M. Ribot, ministre des affaires étrangères dans un rapport presenté le 15 octobre 1890 au président de la République, expose qu'il y a en voie de construction: 1º un avant-port à la Goulette; 2º un canal de 8 kilomètres de longueur et 6 m. 50 de profondeur de la Goulette à Tunis à travers le lac de ce nom; 3º un bassin à Tunis. Le tout devant étre achevé en juillet 1894. La dépense prévue est de 13 millions.
[15]L'art. 1 du décret, vue par le ministre résident général de la République, fixe la zone de servitudes au «polygone exceptionnel du village des Andalous» qui est un faubourg au bord de la mer, immédiatement au nord de Bizerte.
[16]Dans son rapport précité M. Ribot dit que «la Compagnie est fondée, ses statuts sont publiés et les travaux sont en cours d'exécution».