| [19] | Strana teoria questa dell'Ammiragliato britannico! Lo Stato Maggiore
germanico giudicava ben altrimenti l'importanza di Biserta, come risulta dai
seguenti brani di una sua relazione:
«La costa d'Algeria non offre propriamente alcun porto naturale. Veramente
alcuni luoghi importanti vennero ridotti ad uso di porto; astrazione fatta, però,
che questi luoghi non possono sempre prestare soddisfacente appoggio, sono in
tale posizione da poter permettere dal mare di bombardare la città, gli stabilimenti
e le navi. Tale circostanza rende la situazione di un porto di guerra
molto critica. Presso a Biserta non vi sono difficoltà di tal sorta. I cantieri, i
doks, i depositi, ecc., ecc., si possono collocare talmente entro terra da rendere
impossibile un bombardamento, quando si proibisca però l'ingresso nel porto
al naviglio nemico. Ottenere questo è un po' difficile mediante i mezzi stazionari
di difesa. Le fortificazioni esistenti intorno a Biserta sono senza dubbio di nessun
valore, e quelle verso mare e verso terra non sembra siano ancora state
incominciate. La costruzione di opere utili non incontrerebbe difficoltà, e la
configurazione della costa favorisce la difesa del porto in modo eminente, poichè
le alture circostanti permettono di dare alle opere una posizione dominante, e
il curvamento della costa permette un fuoco concentrico sul nemico. Tutti questi
pregi di Biserta, principalmente la facilità con cui si può ottenere un buon porto,
sono noti ed apprezzati sia dai francesi, sia dagli inglesi. Per scopo di guerra
il porto però si può solamente rendere utile, quando le navi in esso ricoverate
siano esse pure appoggiate, quando cioè la città sia sufficientemente fortificata.
Biserta acquista speciale importanza dalla sua posizione avanzata nella parte
nordica dell'Africa. Sicilia e Sardegna da qui possono essere raggiunte in 8 ore,
Napoli in 20 ore, e da qui a Malta vi sono 16 ore. Biserta ha una azione fiancheggiante
su tutte le navi dirette in oriente ed occidente, che navigano tra il nord
dell'Africa e le isole italiane. Biserta ha quindi una grandissima importanza
strategica. Nel caso di complicazioni di guerra nel Mediterraneo da parte della
Francia, una volta che Biserta fosse convertita in un porto di guerra permanente,
verrebbe questa ad avere una parte importantissima, creando sovratutto
all'Italia gravi svantaggi. Sino a che Tolone sarà il solo porto di guerra del
Mediterraneo di cui la Francia possa disporre, e sino a che i porti dell'Algeria
della parte orientale non possano servire che per soli punti d'appoggio, l'Italia,
colla Spezia e colla Maddalena, è coperta da qualsiasi mossa offensiva. Gl'italiani
sarebbero pure nella condizione di turbare dalla Maddalena le coste dell'Algeria
e molestare il collegamento tra la colonia francese e la sua madre
patria. Altrimenti avverrà quando Biserta diventi stazione della flotta e possa
essere un saldo appoggio per una ritirata.
Da qui saranno minacciate le coste del mare Tirreno, le isole e le Calabrie,
e l'Italia a sua difesa non avrà alcun punto capace nel sud della Sardegna,
ovvero nella parte occidentale della Sicilia. Quanto guadagnò l'Italia colle fortificazioni
della Maddalena, creando una forza armata vicino alle coste francesi,
altrettanto guadagnerà la Francia fortificandosi ed armandosi vicino alle coste
italiane con Biserta.
Anche la posizione marittima dell'Inghilterra nel Mediterraneo ne risentirebbe
grandemente. Il passaggio sinora libero tra il Capo Bon e la Sicilia può essere
sorvegliato comodamente da Biserta, divenuta base d'operazione dei francesi;
ed in caso di guerra coll'Inghilterra il commercio tra Gibilterra e Malta, e per
relazione con Suez, potrebbe essere grandemente danneggiato. Anche piccole
navi che non avrebbero potuto opporsi ad una flotta inglese nel Mediterraneo,
sarebbero nella condizione di poter chiudere alle navi inglesi mercantili, di passaggio
pel Mediterraneo, la via da o per le Indie; ed una forte flotta potrebbe
benissimo impedire la unione di due squadre inglesi, ovvero di una squadra
inglese ed una italiana. Per le operazioni verso l'oriente, la Francia acquisterebbe
una solida tappa, che non potrebbe essere senza conseguenze per Taranto e
per Malta.
Da ciò appare come le fortificazioni di Biserta e la posizione di un porto di
guerra sposti grandemente la potenza militare della Francia a suo vantaggio,
e per conseguenza a danno della potenza dell'Inghilterra e dell'Italia. Se la
Francia aduna una flotta a Biserta, l'Italia deve attendersi dal sud o dall'occidente
dell'Africa e da Tolone un colpo di mano od uno sbarco sulle sue coste;
sarà da necessità costretta a fare stazionare nelle acque di Sicilia e di Napoli
parte della sua flotta, e a formare un forte corpo d'osservazione sulle coste meridionali
e centrali. L'esercito d'operazione e gli altri mezzi di guerra verranno
quindi ad essere indeboliti assai più che se l'attacco si fosse fatto da una sola
parte. L'Inghilterra viene ad essere minacciata nelle relazioni tra le Indie orientali
ed il mare Mediterraneo, e dovrebbe rinforzare grandemente la sua flotta
nel Mediterraneo quando essa coll'offensiva deve essere forte abbastanza per
sorvegliare Biserta. Mentre un accordo tra l'Inghilterra e l'Italia assicurerebbe
all'istante un predominio sul mare agli alleati, più tardi potrebbe essere dubbioso
se sia possibile una completa difesa delle coste.»
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