| [27] | Per la storia della interruzione delle relazioni commerciali franco-italiane
è interessante conoscere anche il seguente telegramma 7 marzo 1889 dell'ambasciatore
Menabrea:
«(Riservato). A mente del telegramma quattro corrente informai ieri il
sig. Spuller delle favorevoli disposizioni di V. E. per aprire nuove trattative,
se non per un trattato di commercio, almeno per un accordo circa un «modus
vivendi» proprio a migliorare i rapporti di commercio dei due paesi conformemente
a quanto si era fatto con la convenzione del 15 gennaio 1879. Spuller
si mostrò disposto a secondare le mire di V. E. nei limiti del possibile senza
dover ricorrere al Parlamento che diventa ogni giorno più protezionista, se
non per convinzione, per ragioni elettorali. Spuller mette però per condizione ai
nuovi accordi per il commercio che questi siano subordinati alla regolarizzazione
della questione tunisina. Al che io risposi che le due questioni erano del tutto
distinte e che io non aveva mandato per trattare quella riflettente Tunisi; che
tuttavia avrei informato V. E. di questa esigenza. Spuller tosto mi rispose non
intendere che l'una fosse subordinata all'altra, ma che fossero trattate simultaneamente.
Non credetti dover insistere su quell'argomento; mi limitai a ricordare
al sig. Spuller i precedenti della nostra posizione in Tunisia di fronte al
protettorato che vi si è attribuito la Francia. Da quell'inaspettata esigenza del
sig. Spuller io vedo comparire di nuovo la medesima influenza che ci prometteva
un aiuto per occupare definitivamente Tripoli in cambio di alcune nostre
concessioni a Tunisi. Quel sistema rimonta al sig. Ferry quando, per ben due
volte, ci offriva l'aiuto della Francia per occupare la Tripolitania alla condizione
di rinunziare ai nostri diritti in Tunisia.
Scriverò a V. E. risposta ufficiale sul colloquio, nel quale Spuller si mostrò
assai benevolo, ma però obbediente ad una pressione.
Menabrea.»
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