— Ma ditemi — l'altra insistette — ditemi tutto: tutti i vostri bei mobili, quella pazza spesa che avete fatto....

— Spesa? No veramente, perchè non sono pagati, e il mercante li vuole indietro....

— E voi dateglieli. —

Federico rispose anche qui con un goffo sorriso che voleva dire: — non è più tempo: gabbato anche lui; — ma non proferì la parola.

— Vendiamoli — disse la vecchia; — se uno deve perdere, sia piuttosto il mercante che è ricco....

— Ma non capite, che sono sotto sequestro? che il padron di casa li ritiene per conto dell'affitto che non ho potuto pagare?... Ve l'ho pur detto, mi pare. —

Un nuovo eccesso di collera tolse la voce alla povera vecchia, che vide impossibile anche il disonesto partito che proponeva. Ella tremava tutta come colta da subitanea paralisi, e non sapeva persuadersi di tanta disgrazia. — Povere noi! — proruppe finalmente cacciandosi le mani nei grigi capelli — in sei mesi hai sciupati i risparmi di quindici anni. Scellerato! ti domando il mio sangue, la dote della mia povera figlia.... Sai tu che ognuno di quei fiorini mi è costato una settimana di sudore e di stenti?

— Oh, sapete ch'io non so che dirvi! — rispose l'altro alterato. — Pigliatevela colla sorte, pigliatevela!...

— Ma io....

— Fate pure i vostri passi, già ve l'ho detto!... Vi saluto, e me ne lavo le mani.