Queste riflessioni traversarono come lampo l'anima sua, ma non osò palesarle alla sua protettrice per una ragione più facile a immaginare che a dire. Si contentò dunque di crollare il capo in aria d'incredulità, e rispose con mesto sorriso: — Perchè il ragno si lagnerà egli della sua figura, specialmente quando voi ne prendete le difese, come avete fatto jer sera? —
Angela arrossì alla sua volta senza ben sapere il perchè: ma, ricomponendosi tosto, seppe trovare tante buone ragioni, che Cosimo non potè più insistere nella sua negativa, e si mostrò pronto a fare la volontà dei suoi benefattori e padroni.
Il signor Lanzoni non pose tempo in mezzo a procurarsi le notizie più necessarie intorno agli istituti ortopedici di Parigi. Il medico di casa e il conte Alberto d'Andria, prima origine del progetto, l'avevano coadjuvato. Tutti erano lieti di poter ridonare la sua sanità e dirittura delle membra ad un giovanetto che mostravasi così sano dello spirito e così dritto d'ingegno. I più contenti parvero il giardiniere e la zia, pei quali quell'individuo così contraffatto era uno spino negli occhi: all'uno perchè era troppo sapiente, all'altra perchè aveva un'invincibile avversione per gli uomini malfatti, e li abborriva come segnati da Dio.
Angela, dal canto suo, si pose senz'altro a mettere insieme gli abiti e la biancheria necessaria per un sì lungo viaggio, e per un'assenza che poteva durare più mesi e più anni. In quest'occasione si vede più che mai che non lo considerava come un servo, ma, quasi direi come un figlio. Non era ella successa alla madre? non ne aveva ella fatte le veci? non ne aveva adempiuti i doveri? Senza di lei il povero nano avrebbe continuato ad essere lo zimbello de' suoi compagni, forse sarebbe morto di miseria e di crepacuore, certo poi non si sarebbe levato a sì nobili sensi, e non avrebbe aperto l'intelletto e l'animo a quelle idee e a quelle attitudini che gli meritavano la benevolenza di tutti.
Prese dunque le informazioni, e fatti i necessari preparativi, si dispose a partire per Parigi, raccomandato dal padre di Angela e dal conte d'Andria al direttore del primo istituto ortopedico di quella città. La cura che intraprendeva non doveva distorlo dagli studi che avea incominciato. Angela l'aveva fornito a dovizia di disegni, di colori, di trattati di botanica e delle flore più ricche e complete che avesse trovato nella paterna biblioteca e nelle librerie di Milano. A Parigi poi avrebbe visitato il Giardino delle piante, ove ammirerebbe per la prima volta la splendida vegetazione de' tropici, le collezioni più complete di storia naturale, tanto da farsi un'idea complessiva delle varie produzioni dei due emisferi. Il padre la vedeva fare e sorrideva compiacendosi di quell'affetto quasi materno che mostrava per quell'infelice.
Il momento della partenza raddoppiò l'emozione. Cosimo impallidì e fu sul punto di cadere in deliquio. Nessuno comprese la vera cagione di quel turbamento, nemmeno Angela ch'era presente, nemmeno egli stesso. Era un presentimento di qualche sventura, era il terrore di affrontare nuovi pericoli? Noi non sapremmo ben dirlo. Il cuore umano, anche quello di un povero paria della natura e della società, cela misteri profondi che è malagevole scrutinare. Se fosse stato solo, forse avrebbe prorotto in lagrime, e nello sfogo avrebbe sollevato il suo cuore. In presenza di Angela, del padre di lei, e di una parte della famiglia, avea voluto comprimere la sua emozione, e riuscì a farla più manifesta malgrado suo. Ma il calesse era pronto, e vi montò precipitosamente prima che le forze gli venissero meno del tutto.
VII.
Quest'affare di Cosimo avea dato occasione al conte d'Andria di venire più d'una volta in casa Lanzoni, ora per communicare una risposta ricevuta da Parigi, ora per esaminare il soggetto, come si dice in istile dell'arte, e riferirne al direttore dell'istituto ortopedico.