— Voi non potreste vendicare il vostr'uomo, — dicevano. — Lasciate questa cura alla giustizia. Ci sono giudici e tribunali al di là del confine. Il Vladica si farà sentire, e il reo pagherà le pene del suo delitto.

— No: — gridava la vedova. — Non è già al di là dal confine ch'ei deve pagarmi la testa di mio marito. Qui, qui, ci faremo giustizia noi stesse.

— Come? Voi non avete parenti, voi siete due povere donne!

— Non mancheremo per questo d'un vendicatore — soggiunse la vecchia implacabile. — Io non darò la mano della mia Yella se non a quello che mi porterà il capo di Stenovich.

— Io non ho fratelli di sangue, — disse la giovane — ma ho un fratel d'amore che compirà tal dovere. Ei me l'ha promesso. Portate pur via la camicia, non per questo mio padre resterà senza vendetta. —

La madre fece un nuovo sforzo per impedir la confisca del suo retaggio: si appellò alla religione dei due esecutori. — Voi siete Montenegrini, — diss'ella — voi sapete che cosa voglia dire una testa recisa a tradimento, e data in pascolo ai corvi. Che fareste voi, se vi trovaste nel mio caso? —

I due militi non sapevano che rispondere a siffatta interpellanza. Essi avevano comune la patria con quelle infelici. Ma gli ordini erano precisi e assoluti, e li eseguirono ad ogni costo.

Solamente il più giovane dei due s'avvicinò alla ragazza, e le disse. — Se il tuo fratel d'amore mancasse alla sua promessa, ricorri a me. Io mi chiamo Gregorio. Domanda di me a Cettigne, ed io vendicherò tuo padre. Ciò basta. Ora lasciaci eseguire gli ordini del nostro capo. Qua la camicia: voi avete la mia parola! —

III.
I fratelli d'anima.

Ho dimenticato d'informarmi chi fosse l'infelice montenegrino che si volea vendicare, e qual fosse stata la causa della sua morte: ma Yella era una bella e degna figlia della montagna, dai lunghi capelli d'ebano, dai grandi occhi neri, dalle forme svelte e robuste. Ella portava altieramente il suo berretto rosso, ornamento particolare della vergine slava, fino al dì delle nozze. L'abbigliamento della montenegrina è ricco e sfarzoso; tutto ricamato a musaico, fin la camicia e le calze. La sua dalmatica, aperta ai due lati, è tessuta a mille colori, e coi più bizzarri arabeschi. Le opanche intrecciate di sottili liste di cuojo, somigliano ai sandali antichi; e cinti e collane, e un arsenale intero di ninnoli di stagno e d'argento la cuoprono quasi tutta. Il suo berretto rosso è guernito di zecchini d'oro, infilzati e applicati all'intorno. Il patrimonio della ragazza si trova così esposto agli occhi di tutti, e ognuno sa la donna e la dote che sposa.