Egli era stanco non tanto del lungo cammino, quanto della lotta interna che scuoteva la sua coscienza. Dopo un lungo ruminare ed almanaccare così fra sè, trasse di tasca una picciola moneta di rame già fuor di corso, e ch'egli serbava evidentemente ad altr'uso che a quello di spenderla. Era un quattrinello dei tempi della repubblica, che allora denominavasi un marcolino, per il leone di San Marco che portava rozzamente impresso da una faccia, mentre dall'altra mostrava l'immagine di Nostra Donna: Marco e Madonna, come sta scritto in fronte a questo capitolo. I monelli, e spesse volte anche gli adulti, se ne servivano per un giuoco che prese il nome da quelle due impronte. Era una variante de' dadi antichi e moderni: uno dei mille modi d'interrogare e tentar la fortuna.

Ma Vlado era solo. Ei guardava con occhio torvo quella moneta; la scuoteva fra le due palme sovrapposte l'una all'altra prima di lanciarla in aria e spiare l'impronta che avrebbe mostrato ricadendo sulla sua palma aperta a riceverla.

Il disgraziato stava per giuocare a Marco e Madonna la vita d'un uomo e l'onor d'una povera giovane che l'amava. Egli non aveva trovato un mezzo migliore per illuminare la sua coscienza. — Se verrà Marco — diceva — egli sarà la morte: il leone non perdona. Se sarà la Santa Vergine, allora sarà tutt'altro. Ella non vuol la morte del peccatore: io sposerò Mariska, e tutto sarà finito. Yella non potrà pigliarsela che colla Provvidenza, che avrà deciso della sua sorte. —

Ma parve che la Provvidenza non volesse prestarsi a simile prova. La moneta lanciata in aria cadde a terra e si smarrì in una profonda fenditura del suolo. Vlado avrebbe potuto ricercarla, o rinnovare il giuoco con altra moneta: ma egli era superstizioso, e prese l'accidente per un avviso del Cielo che non volea farsi complice di una simile alternativa.

— Tanto peggio! — sclamò Vlado alzandosi. — Me ne andrò difilato alla casa: la prima persona che incontrerò farà piegar la bilancia. Se sarà il vecchio, l'ucciderò; se sarà la ragazza, l'abbraccerò, e quello che farò sarà fatto. —

Presa questa risoluzione, si mosse, e senza guardare nè a dritta nè a sinistra giunse alla porta. Bussò: Mariska venne ad aprire, e accolse il giovanotto colle solite moine.

— Il Cielo ha parlato — pensò quel tristo. — Questa bella ragazza sarà mia moglie. —

VII.
La terza pubblicazione.

Parecchi giorni eran già passati dacchè Vlado avea lasciato la capanna di Yella. Ognuno può immaginarsi lo stato della povera derelitta. Che era avvenuto di lui? Dove indugiavasi? Perchè non tornava a mantenere la sua parola?

Il modo ond'era partito poteva lasciar luogo ad ogni sorte di congetture. Aveva egli tentato il colpo? Era riuscito nell'attentato, o era caduto egli stesso vittima del suo forte avversario? Era questa l'idea che tormentava la povera giovane, inchiodata pur sempre sul suo lettuccio. Si può ben pensare che la scena che abbiam raccontato non avea contribuito a renderle la salute.