Il maggiordomo, i radi
Grigi crini scotendo, i fasti antichi
Mi narrava e i mirabili portenti
Propagati nel vulgo. Il sol cadente
Io mirava frattanto, ed ei seguìa.
Avea, gran tempo è corso, una leggiadra
Damigella a lei cara, e cara a tutti
Per l'alma ingenua e come giglio pura.
Eran cresciute insieme, e alcun mirando
La giovinetta e i suoi modi soavi,
Mormorava tra sè: non è costei
Nata in sì basso ed umil loco. Un vago
Amor di solitudine, un istinto
Di peregrine fantasie nel folto
De' bruni boschi la traea sovente.
Onde chi la vedeva errar solinga
Nell'ora istessa, candida la veste,
Candido il viso, la chiamò col nome
Di Donna Bianca.... ma che vado io mai
Novellando, o signor? Già cade il giorno. —
Su quella sedia assisa era la dama,
Su quella sedia stessa, e dietro a lei
La vaga ancella le annodava in molli
Trecce la chioma. — Da quell'uscio il Conte
Apparì d'improvviso, e da pressanti
Lettere d'Adria alla ducal cittade
Pur mo' chiamato, a congedarsi prese
Dalla nobile sposa.
Ahi! ma non era
Per la sposa lo sguardo ed il sorriso,
Segno di mutua intelligenza arcana
Che alla gelosa dama in quel momento
Lo speglio rivelò! — Chi sa? Fu forse
Un demone crudel che si frappose
Fra il lucido cristallo, e gli occhi suoi.
Un demone crudel che si diletta
Volgere in fiel le brevi gioie umane!
Vide, o veder credette — ed all'offesa
Rapida, atroce, in quella notte istessa
Susseguì la vendetta. Anco la luna
Dal monte Calvo non sorgea, nè 'l lupo
Cominciava a ulular sotto la torre,
Che la infelice giovanetta a forza
Era tratta a morir!
Stilla di sangue
Non fu versata, nè veleno od altro
Mortifero strumento indizio diede
Dell'orrendo supplicio a cui soggiacque.
Non un capello le fu torto: fresca
Siccome un fior, piena di vita, calda
Del primo foco giovanil, murata, —
Murata fu nella parete, ed orma
Pur non rimase dell'orribil tomba
Che viva e palpitante la rinchiuse,
Rifatta a piombo e a squadra!... Or se vi aggrada
Visitar la funerea cappella,
Di grado in grado scenderem.
La notte
Nella marmorea nicchia immota e bianca,
Qual se le pietre innanzi a lei sien tolte,
Ricomparisce in atto di preghiera
E lieve lieve.... voi ridete? Oh! fosse
Pur una fola l'apparir di lei! —
Lieve dal marmo si distacca e fugge
A traverso le selve e le montagne
Come spirto ramingo. Il cacciatore
Che il dì precede, o il boscaiuol che all'opra
S'affretta, spesso la sorprende e grida,
Segnandola da lungi: È Donna Bianca!
Roger Italy.
[3] Vedi il Muratori e il Verci: Storia della Marca Trivigiana.