»Da lungo tempo noi dovevamo esser persuasi di non esser fatti l'uno per l'altro. Le cose che successero dipoi possono aver cangiati i nostri sentimenti, ma non quanto basta per essere in quella perfetta armonia che sola può rendere desiderabile lo stato matrimoniale. Se voi m'aveste amata, se m'aveste accordata la vostra stima, non avreste sacrificato un uomo innocente alla vostra gelosia, e non vi sareste esposto alle tristi conseguenze di un omicidio. Ringraziamo Iddio che non furono così funeste quanto potevano. Quello che ho fatto, io lo doveva per debito. Non pretendo dissimulare i miei torti. Ebbi torto certamente a lasciarvi travedere un amore ch'io poteva forse sentire per voi in altro tempo, ed ora non più! D'altronde io sono già troppo vecchia: voi troverete una sposa che saprà intendervi e farvi felice. Io fui sventurata nell'unico affetto che poteva consolar la mia vita: voi lo sapete. Il mondo parlò già troppo di me, e potrà parlare ancora. Ma qualunque sia il giudicio che faranno in breve di me, son certa che avrò in voi un difensore. Addio, Gregorio: non andate in collera colla vostra amica e sorella.
Gentilina.»
Non so se la chiusa di questo racconto piacerà ai miei lettori; ma io narro una storia vera, e non mi è lecito inventare una più piacevole conclusione.
Gentilina fu irremovibile nel suo proposito.
[FANNY.]
OGNI MALE NON VIEN PER NUOCERE.
Or son vent'anni, viveva in una città d'Italia una bella ragazza chiamata Francesca, o piuttosto com'ella voleva, Fanny. Il nome di Francesca le pareva così prosaico, così lungo, così insignificante! Ebbe vaghezza di mutargli terminazione e si fe' chiamare Fanny. Nulla è impossibile ad una bella fanciulla, nè pure cambiarsi il nome. Ella era modista, e aveva sperimentato quanto cresce di prezzo una stoffa nostrale quando si fa passar per francese od inglese. Volle vedere se lo stesso accadesse d'un nome: si chiamò Fanny, e le parve d'essere nobilitata, e di valer per lo meno il doppio di prima.
Bisogna aggiugnere ch'ella era bella davvero: una mingherlina bionda di quindici anni con due begli occhi color del lapislazzuli, con una carnagione di latte segnata di delicatissime vene azzurre: una di quelle figure che passano per le vie e fanno girare le teste di tutti quelli che incontrano. Aveva un difetto, chè troppo sapea d'esser bella: ma quante sono le donne che non pretendano a questo titolo a dritto o a torto?