— Quando saremo al momento.... Dirò.... io non ho messo da parte nulla.... ma il padrone m'ha promesso che quando mi fossi maritata, quando avessi trovato un buon partito, un giovine solido, come egli dice, non mi avrebbe abbandonata.

— Ebbene il vostro padrone sa che noi ci vogliamo bene....

— Che dite voi? Meschina me se lo sapesse! M'avrebbe già scacciata dalla sua casa.

— Giustina, voi mi scambiate le carte in mano. Non sono quindici giorni che voi mi assicuraste di averne fatto parola al vecchio.

— Io? Ah sì! Adesso me ne ricordo.... ma così all'aria senza dire nè chi nè quando. Gli ho detto che ogni anno passa un anno, e ch'era tempo ch'io mi accasassi. Che v'era un tale....

— Ebbene?

— Ma non gli ho mica detto il nome, sapete! Povera a me! E ora tanto peggio: perchè egli vuole un uomo solido, che abbia qualche cosa. Vedete bene....

— Io veggo bene, — soggiunse Federico senza perdersi di coraggio — veggo bene che voi cercate pretesti per mancare al vostro impegno. Veggo bene Giustina che voi non mi amate punto.

— Io? anzi vi ho sempre voluto bene.

— A parole, ma ora che siamo venuti al fatto vi tirate un passo indietro, e fate quel conto di me che fareste di un estranio. Sia come non detto.