Federico non aveva potuto inghiottire uno smacco sì grande, e vedendosi sulle bocche di tutti, e assediato da una torma di piccoli creditori che s'erano desti all'esempio e che non poteva pagare, chiuse il negozio e sparì dal paese.
Una bella sera, Marta e la madre se lo videro comparire dinanzi nella modesta loro cameretta a Trieste.
V.
Vecchia e Giovane.
Era quella medesima cameretta dove sei mesi prima, innanzi ad un'immagine della Madonna di Loreto, Federico e Marta s'erano giurati una fede eterna, chiamando il cielo in testimonio della promessa e vindice dell'infrazione. Ardevano innanzi al pio simulacro le due candele benedette, che sospese là sopra il letto, attestavano ancora quel rito, invalido al cospetto delle leggi, ma nel cuore delle due donne venerabile e sacro, siccome quelle che nulla sapevano di codice, poco di religione, e credevano il giuramento per sè più potente d'ogni altra legale formalità. Federico vi s'era prestato senza malizia, senza determinata volontà di mancare, ma non curante dell'avvenire e non animato da quel sentimento di fede che nelle due femmine teneva luogo di culto. Quella stanzuccia era ancora nel medesimo stato. Marta e sua madre sedevano lì sulle povere scranne agucchiando al fioco lume d'un lanternino. Soltanto la prima più pallida assai di quel giorno e solcata la fronte da una tenue ruga che annunciava la pertinacia d'un pensiero cruccioso, d'un amaro presentimento. La madre la guardava tratto tratto accuorata e crollava il capo dolorosamente.
Udirono bussare alla porta, e mentre la madre andava fantasticando chi potesse venire a quell'ora, Marta, quasi avvertita da una voce interiore, era balzata in piedi, avea gettato il lavoro, e aperto rapidamente il chiavistello si era precipitata nelle braccia di Federico con un grido ineffabile di sorpresa e di gioja. Federico non s'aspettava quell'impeto d'un vero affetto, egli che non n'avea conosciuta la forza; e pur tenendosi fra le braccia la giovane tutta in lagrime, se ne stava come trasecolato senza trovar nè una carezza, nè una parola.
— Voi qui, Federico? Voi a Trieste? — chiese la vecchia. — Non vi s'aspettava sì presto: ma tanto meglio! — E movevagli incontro verso la porta dove egli era restato perplesso ed immobile.
— Tanto meglio! — mormorò egli a cui l'amore non avea potuto sospendere la memoria della triste sua condizione: ma per non dir tutto così d'un tratto, trasse la Marta presso la scranna e ve l'adagiò, volgendosi nello stesso tempo alla madre, e stringendole la mano con dolorosa espressione.
— Come state, Federico? — diss'ella.