La mattina seguente ella e sua madre si trovarono in camera del signor B., il quale si mostrò sorpreso di riconoscerle per quelle stesse da cui era stato sì male accolto pochi dì prima. Poi fece il benevolo, prese la sua solita aria di protezione, disse che aveva sentito con piacere il suo matrimonio, ed era ben lieto di averla trovata virtuosa e degna della sua stima. In una parola la volpe vecchia le lasciò edificate e sorprese della sua bontà e della sua cortesia. La gente del popolo è così facile a credere alle buone intenzioni dei ricchi! Il signor B. le assicurò di voler darsi pensiero del matrimonio e pel reintegramento di Federico nella sua bottega nell'Istria. Si mostrò pronto a garantire per esso lui presso il negoziante di mobili, e ad aggiungere quanto denaro fosse necessario per pagare il fitto arretrato al proprietario della casa presa a pigione costì — purchè, — aggiunse egli quasi sbadatamente — purchè voi rispondiate a me di questa somma...

— Noi, eccellenza, — rispose la vecchia — noi siamo povere donne, su cosa possiamo guarentire?

— Sulla vostra onestà, — soggiunse l'ipocrita. — Io vi conosco, sono bene informato de' fatti vostri, e mi fido alla vostra parola. Andate, mandatemi il giovane, e dentro la giornata tutto sarà disposto per la sua partenza.

— Per la sua partenza? — domandò Marta.

— Sì, — rispose il protettore — Federico si recherà costà per quindici giorni per riaprire il suo stabilimento, e poi celebreremo lo nozze...

— Scusi, eccellenza, non si potrebbero far prima queste nozze? — disse la madre.

— E partirsene insieme — soggiunse Marta arrossendo.

— Come volete: ma sarebbe meglio dispor prima gli affari; e poi bisogna che seguano le pubblicazioni...

— Vossignoria pensa bene, — disse la vecchia inchinandosi; e Marta non trovò parola di replicare.

Onde il cortese signor B. le congedò con tutta la dolcezza, soddisfattissimo d'aver ordito con tanta sapienza quella tela d'infamia che preparavasi a tessere nell'assenza di Federico.