— Povera Ullania! — rispose Antonio: — dopo di essersi lungamente opposta alla spedizione del marito (nè lo aveva sposato se non a condizione che lasciasse il periglioso mestiere), dopo di avere adoperato invano le minaccie, le preghiere, le lagrime per distornelo, ella aveva voluto accompagnarlo. Pareva che un funesto presentimento l'avesse avvertita della sventura che l'attendeva. Quando furono sorpresi dai doganieri, ella s'inginocchiò dinanzi al marito che si preparava a difendersi, e lo volle obbligare alla fuga. Non era più tempo. Allora ella si collocò dinanzi a lui come per essergli scudo, e fu sfiorata dalla stessa palla che ferì lui mortalmente. Stavano per ammanettarla e condurla in prigione; ma mentre se ne schermiva, ed essi esitavano dinanzi ad un dolore ed una ferocia sì disperata, sopravvenne alcuno e i doganieri avevano pigliato il più prudente partito fuggendo. Ella restò lì accoccolata senza parola, finchè dovette accompagnare alla sepoltura il cadavere dell'estinto consorte.
— Ha ella veduto questo quadro?
— L'ha veduto, e fu dinanzi a questa tela ch'ella pianse dirottamente per la prima volta, e il suo cuore sentì sollevarsi dal peso che l'avrebbe forse condotta a qualche terribile fatto. Ora ella lo vede talora con una mesta tenerezza, e mi perdonò d'averlo dipinto, perchè esso può servire d'esempio a coloro che antepongono quella vita avventurosa alla pacifica cultura de' campi.
— Certo è una buona lezione.
— E non è la sola ch'io m'affatico di dare a questi arditi valligiani. Ho comperato a vilissimo prezzo alcuni ritagli di terreno che rimanevano incolti e selvaggi qua e là nella valle. Li ho fatti sgomberare da' macigni ond'erano sparsi: li ho seminati di gelsi, di viti, e d'altre piante fruttifere. N'ho confidata la cura ai più poveri abitanti della vallata, e me li coltiveranno a metà finchè colla loro diligenza si rendano degni di possederli per intiero. Alcuni cominciano già a fare altrettanto per se medesimi, perchè con questa povera gente più vale l'esempio che le parole, onde ho speranza che tutti distingueranno a poco a poco i propri vantaggi. Vedrai fra poco le belle viti che in un anno han rampicato su pei macigni che servono loro di appoggio. E i mori, questa fonte novella di prosperità per le vicine provincie, vestiranno in breve tutto il pendìo meridionale di questo vallone. Io n'ho fatti già dispensare oltre a diecimila a tutti quelli che me gli hanno chiesti. —
Io guardava il mio amico con meraviglia e non potei restarmi dall'esclamare: — E questo è l'uomo che si battezza per pazzo! —
— Oh! — rispose egli — il nome di pazzo non fa male a nessuna riputazione. Da gran tempo il mondo si ostina a darlo a tutti quelli che ripongono il loro piacere nel far bene al prossimo, e sacrificano un godimento personale alla pubblica utilità. Ma questi pazzi, pour le bonheur du genre humain, come dice un poeta francese, questi pazzi continueranno ancora ad esistere finchè la vera virtù non sia sbandita affatto dal mondo. Perdonami queste altere parole, e piuttosto l'applicazione ch'io ti sembrerò farne a me stesso: perdonale all'amicizia. Perchè, per quanto sia vero che il bene dee farsi per sè, tuttavia ci è forte eccitamento l'approvazione di quelli che ci amano. Finora io non avevo che un cuore che mi intendesse, quello d'Ullania: ora ne avrò due finchè tu resterai nella Resia.
— Ne avrai mille perchè mi farò banditore....
— Di che? Lascia lascia che ignorino questi fatti coloro che non farebbero che beffarsene, o almeno sarebbero convinti ch'io non sono condotto che dall'ambizione o dall'interesse. Guai chi aspira all'approvazione universale! —