C'era infatti di che stupire vedendo come il semplice istinto e l'osservazione del vero potessero aver fatto cotanto. Gli uomini così detti dell'arte, i pittori d'accademia avrebbero certamente trovato molto a ridire, ma il padre di Angela giudicava coi propri occhi e non colle regole della scuola.
Cosimo non si era limitato alle piante ed ai fiori. Aveva imitato anche gli insetti che vedeva sovente d'intorno a quelli. Nell'ultimo foglio dell'album, sotto alcune foglie di parietaria, il giovane pittore s'era divertito a dipingere un ragno de' giardini, e gli era riuscito sì vero che la zia diede in un grido vedendolo, e retrocedè spaventata.
Fu un vero trionfo per Cosimo, che con bel garbo chiese perdono alla dama della paura che le avea fatta.
Tutti risero di cuore dell'accidente, anche la zia quando si fu un poco rimessa dello spavento, non senza insinuare che c'erano tante belle farfalle da dipingere senza sprecare il tempo e i colori a raffigurare un sì brutto e schifoso animale qual era il ragno.
Cosimo si scusò un'altra volta dicendo che quello era il luogo della soscrizione, e che nessuno avrebbe ravvisato in una farfalla il simbolo del suo nome.
Il garbo che traluceva in queste parole e la modesta allusione alla propria deformità, terminò di guadagnare al giovanetto l'animo del padre di Angela, che da quel momento pensò seriamente a coltivare un ingegno che si manifestava con sintomi sì felici.
V.
Il ragno!
Che fatalità inesplicabile pesa su questo povero insetto! Tutti lo fuggono, tutti lo abborrono, tutti lo schiacciano. Al solo suo nome le labbra più gentili e benevole si torcono ad un atto di ribrezzo e di odio. Un ragno! Si direbbe che il Creatore l'abbia maledetto nell'ira sua in compagnia del serpente, ponendo un'eterna ed implacabile inimicizia fra esso e la donna! Eppure il ragno non ha, ch'io sappia, tentato nè la madre Eva, nè alcuna delle sue figlie. La mitologia ha ben raccontato la storia della superba ricamatrice mutata in ragno da Pallade: ma certo l'avversione che ispira generalmente quel povero tessitore, non potrebbe derivare dalla vendetta ingenerosa della gran Dea.