È egli più brutto e più malefico degli altri animali? Il ragno è tutt'altro che brutto, o almeno non tutti i ragni son brutti. Quello de' giardini, per esempio, è distinto di colori vivissimi, e ingrandito colla lente spiega una simmetria di disegni e un'eleganza di tinte che noi raccomanderemmo alle nostre lettrici. Quanto alla sua natura velenosa e malefica, non vi è un fatto, cred'io, che la provi. La stessa tarantola, sul morso della quale si scrissero libri e trattati, è ora dichiarata pressochè inoffensiva. L'opinione comune è dunque affatto gratuita: è un'ingiustizia, una calunnia sociale. Fosse anche brutto, fosse anche venefico veramente, non è certo la bruttezza nè la malignità che lo costituisce come il paria del regno animale.
Sarebbe forse perchè vive d'insidia, perchè tende le sue reti, perchè vi accalappia la preda di che nutre se stesso e la innumerabile sua famiglia?
La ragione onorerebbe il sentimento della mia pietosa interlocutrice, ma non mi sembra calzante. Ogni animale nasce Nemrod nella sua sfera particolare.
Tal quaggiù dell'altrui vita si pasce,
Altre a nutrirne condannata l'egra
Vita mortal che il ciel parco dispensa!
Nè voi, gentil damigella, sarete punto disposta a difendere la mosca che spesso incappa tra quelle reti insidiose, benchè la mosca sia molto più bella del ragno, e nella scala degli esseri forse più perfetta di lui. Non vi è dunque alcuna buona ragione che giustifichi o scusi l'odio generale che pesa sul ragno, e il bando che si vorrebbe infliggere a questo infelice insetto dal vasto regno della natura.
Angela, voi lo indovinate, non subiva nè anche in questo il giogo della comune opinione. Il ragno era per essa un animale industrioso e paziente, e l'amava anche prima che Vittor Ugo avesse scritto nelle sue Contemplazioni:
J'aime l'araignée et l'ortie
Parce qu'on les hait.
Ella si guardava bene dal lacerar la sua tela, che si poteva ammirare in tutta la sua integrità e simmetria in quell'angolo del giardino dove l'ortica medesima aveva ottenuto un asilo. L'ortica poi, giacchè il poeta francese l'ha messa insieme col ragno e la onora dell'amor suo, la nostra eroina la favoriva anch'essa per due ragioni che sfuggirono al poeta de' paradossi: la prima perchè nutre colle sue foglie una delle più belle farfalle che volino per l'aria, la piccola pavonia, che spiega nelle ali leggiere tutta la magnificenza dell'uccello caro a Giunone: la seconda, perchè aveva osservato che l'ortica cessa di pungere quando mette fuori i suoi fiorellini e s'appresta a celebrar le sue nozze.
Tutto questo però parlava alla ragione più che all'istinto. L'istinto di Angela è mirabilmente riassunto in quei due versetti. Ella amava le creature di Dio in ragione dell'odio ingiusto onde le vedeva aggravate.