—Teologo, teologo, tu mi hai oggi faccia di eretico.

E lui rideva.

Poi mi si avvicina e s'inchina a me, e mi dice: Ciccillo (così mi chiamava fanciullo), tu sei rimasto ancora Ciccillo!

—Eh, questa è bona.

—Hai visto mo. Hai viaggiato tanto, e io ne so più di te.

—Imparerò, imparerò.

—Hai letta la lettera ad Quintum fratrem?

—Credo.

—E anche ne' libri avresti potuto imparare la lotta elettorale. Ne parla Cicerone. E tu credi poter fare le elezioni coi discorsi.

—E co' discorsi le hanno fatte i ministri.