«L'entusiasmo passa, gl'interessi restano».
Come disse il teologo, pensai io. E vuol dire che l'uomo passa, l'animale resta.
[VI.]
Bisaccia la gentile[42]
Napoli, 2 marzo.
Don Pietro[43], che aveva avuto il delicato pensiero di venirmi incontro sino in Lacedonia, era un' eccellente compagnia. Veggendomi taciturno, indovinò la mia preoccupazione, e vi tirò su il discorso. Non vi dee spiacer troppo, disse, che qui incontriate tanta resistenza. Un lavoro preparato da tanto tempo non si può disfare in un'ora; le passioni sono accese, c'è molta tensione negli spiriti. Ci vuole il tempo, e voi solo potete riuscire a conciliare gli animi se, accettando la deputazione, volete fare questo bene al collegio.
Don Pietro parlava con quel tono naturale e sincero che ti guadagna subito. Mi apersi tutto con lui.
«Non ricuserò, dissi, se mi persuado di poterlo fare questo bene. Ciò che mi spiace, non è la resistenza, ma la rozzezza. La resistenza la capisco, e me l'aspettavo; la rozzezza m'è cosa nuova».
«Pure vi dee piacere non dico la gentilezza, ma tante prove di devozione e di affetto che vi dànno i vostri amici».