Votare per l'istruzione.—Quando avremo scuole popolari, scuole tecniche per gli operai, scuole agrarie, scuole industriali; nuove vie si apriranno per guadagnarci la vita, acquisteremo coscienza della nostra dignità, e non si dirà più di noi: furono trattati da animali, perchè erano animali.

Votare per la ricchezza.—Le strade ferrate ci ravvicineranno. Avremo associazioni di operai, casse di risparmio e di mutuo soccorso, la beneficenza meglio diretta e meglio ordinata, i trasporti a buon prezzo, per mercato tutta l'Italia.

L'industria e il commercio faranno di questo paese privilegiato il più ricco e potente di Europa.

Votare per l'indipendenza e la grandezza della patria.—Che siamo stati finora? un popolo diviso in piccoli stati, incapaci di difenderci, invasi e calpestati da Francesi, da Spagnuoli e da Tedeschi, e fino da Russi e da Turchi, chiamati da Ferdinando IV, gran protettore dei briganti.

Saremo una Nazione di 26 milioni di uomini, una di lingua, di religione, di memorie, di coltura, d'ingegno e di tipo; saremo padroni in nostra casa; potremo dire con orgoglio romano: siamo Italiani. E lo straniero che ci ha comandato e ci ha disprezzato dirà: questa è una razza forte: è stata grande due volte, e quando dopo tanti secoli di oppressione la credevamo morta, eccola che leva il capo, più grande ancora.

Votare per la libertà, vale a dire per ciò che l'uomo ha di più prezioso, la libertà individuale, l'inviolabilità della coscienza, la libertà della parola e della stampa, la legge fatta da noi stessi per mezzo dei nostri rappresentanti, e l'indipendenza assoluta dell'individuo, nei limiti della legge.

Votare per un Re, che ha avuto il più bel titolo che un popolo abbia mai dato, il Re galantuomo.

Per un Re che, primo ed unico, ha messo a pericolo il trono e la vita per far noi grandi e liberi.

Per un Re che ha meritato di esser gridato da Giuseppe Garibaldi: il primo cittadino d'Italia.