Il Collegio di Lacedonia venne allora compreso nella nuova circoscrizione elettorale di Ariano di Puglia, e così fu possibile la sconfitta, per soli pochi voti, del De Sanctis! La colpa fu tutta di quel disastroso scrutinio di lista, che permise il trionfo di tante nullità e la caduta di tanti uomini insigni!
Il 1882 è rimasto, perciò, celebre nella storia d'Italia!
Del resto se il Collegio di Lacedonia in qualche modo si mostrò poco grato verso il grande Concittadino, ha già dato in parte prova della propria riconoscenza, e, direi anche, resipiscenza verso Francesco De Sanctis innalzando nel capoluogo un monumento in suo onore ed intitolando al suo nome glorioso tutte le opere di educazione popolare, che sono sorte nei varii comuni del Collegio.
Non condivido poi la sua opinione riguardo al De Sanctis, uomo politico. Se la politica, infatti, è onestà, moralità e sincerità, certo il grande Irpino fu uno dei più eminenti parlamentari dell'Italia unita.
Il Viaggio elettorale, Le lettere parlamentari, i numerosi discorsi e gli scritti politici di Lui stanno a dimostrare la verità della mia asserzione, che, del resto, non è mia soltanto.
Nelle occasioni solenni, alla Camera dei Deputati, la parola del De Sanctis—lo ricorda il Villari—passò come l'espressione del più puro patriottismo, perchè confortata dalla grande autorità che gli proveniva dalla generale convinzione che egli non si lasciava mai accecare dallo spirito partigiano. La sua vita diveniva allora un vero apostolato politico, ed egli poteva avere dalla cattedra, dalla stampa e dalla tribuna parlamentare sul popolo italiano la medesima influenza avuta dalla cattedra sui giovani.
Se così non è, chi dovrà dirsi grande parlamentare?
La ringrazio della cortese ospitalità, che darà a questa mia, e mi creda con profondo ossequio
Devotissimo
Giuseppe Leonida Capobianco