[14] Francesco Maria Piccolo, che fu pure consigliere provinciale.
[15] L'avv. Michele Ippolito.
[16] Vincenzo Piccolo.
[17] Il Collegio era diviso da profondi rancori campanilistici, e fu non poco merito di De Sanctis l'aver portato la concordia, resa più salda nelle elezioni successive, come vedremo.
[18] Alfonso Bartimmo, notaio, fu chiamato per scherzo il letterato, avendo affermato di essere un purista (!) nella succolenta cena, che dette in onore di De Sanctis, la famiglia Castelli, come ricorda l'avv. sac. Alfonso Pasciuti. Il Bartimmo morì nel terremoto di Casamicciola.
[19] La Luisa era della famiglia Bizzarri di Lacedonia. Andò sposa al dottor Michele Castelli di Rocchetta da S. Antonio.
[20] Il De Sanctis fu rappresentante del Collegio di Sessa Aurunca all'VIII Legislatura.
[21] Lacedonia, capoluogo del Collegio omonimo, conta 5966 abitanti. L'imperatore Giustiniano, fin dal 517 la dava in feudo ai Benedettini. Nell'antica cattedrale ebbe luogo la celebre congiura dei baroni contro gli Aragonesi, descritta da Camillo Porzio.
Lacedonia è una fiorente piccola città, ed ha una Regia Scuola Normale mista, che s'intitola al nome di colui che, ministro, l'istituì, Francesco De Sanctis. Nella piazza principale c'è un busto di marmo in onore del De Sanctis.
[22] Il dott. Vincenzo Saponieri.