[4] Il governo Piemontese dava L. 60 mensili ad ogni esule colà ricoverato.

[5] Berti Domenico, filosofo letterario e statista piemontese, nato a Cumiana nel 1820, morto nel 1897. Fu Ministro della P. I. nel 66-67, di A. I. e C. dall'81 all'84. Sue opere principali: Vita di Giordano Bruno. Vita ed opere di Tommaso Campanella e molte monografie politiche e letterarie.

[6] Era l'Istituto femminile della signora Elliot. Oltre all'Istituto privato Elliot, il De Sanctis insegnò privatamente alla Virginia, a Teresa De Amicis, che sposò poi il conte Barbarossa, a Grazia Mancini, che sposò il senatore Augusto Pierantoni, Lia Belisario ed altre. Successivamente il De Sanctis levò molto rumore con le conferenze su Dante e per i suoi acuti scritti sul giornale «Il Piemonte» diretto da Farini e sulla rivista il «Cimento». Il 1855 fu l'anno della maggiore attività letteraria del De Sanctis. Chi ne proclamò per primo il valore fu un altro illustre napoletano Ruggero Bonghi. Ma non per questo dobbiamo credere che il De Sanctis si disinteressasse delle cose politiche; e, lasciando stare la sua fiera protesta contro i Murattisti, ricorderemo che, quando gli si offriva il destro parlava di politica con molto calore, come fece, per esempio, discorrendo delle Memorie del Montanelli.

[7] Nei Saggi Critici v'è lo studio pubblicato allora sulle poesie di Sofia Sassernò, nizzarda.

[8] Ab. 3494.

[9] Il primo è il comm. Achille Molinari, sindaco di Morra Irpino dal 1870 al 1886, e dal 1906 fino ad oggi. Morto De Sanctis, ebbe l'onore di succedergli nel Consiglio Provinciale, quale rappresentante del mandamento di Andretta. Il secondo era medico-chirurgo, e morì ancor giovane, nel 1881.

[10] Era un gentiluomo di Sansevero legato al De Sanctis da grande amicizia.

[11] Sansevero era il capoluogo del Collegio, rappresentato allora dal De Sanctis.

[12] Angelo Camillo de Meis, con Luigi La Vista, Pasquale Villari e Diomede Marvasi, appartenne alla prima scuola privata del De Sanctis, e fu il suo più caro discepolo ed amico.

[13] Il giovane Giuseppe Castelli era sindaco del tempo.