[75] Casa della madre del De Sanctis.

[76] Nel 1896 venne collocato all'esterno del palazzo municipale un busto in bronzo in onore del De Sanctis, proposto dal comm. Achille Molinari poco dopo la morte del grande Critico, ed inaugurato nel 1896, sindaco il principe Goffredo Morra. Il busto è opera del benemerito Raffaele Belliazzi.

[77] Nella rivoluzione del 1820-21 la provincia di Avellino, o come allora si diceva di Principato Ultra, ebbe una parte notevolissima, poichè la Carboneria aveva profonde ramificazioni in tutti i Comuni.

[78] I germani Giuseppe e Pietro, inviati in esilio.

[79] Il De Sanctis accenna all'avv. Camillo Miele, di Andretta, uno dei più reputati avvocati del foro irpino e patriota provato. Il Miele faceva parte del Comitato Elettorale della Sinistra.

[80] Filippo Capone di Montella e Camillo Miele di Andretta, quest'ultimo eletto in luogo del De Sanctis, furono i Presidenti dei Comizi elettorali del Circondario di S. Angelo dei Lombardi. Per la verità bisogna dire che, essi, assistiti dal segretario Giovambattista Sepe, ebbero il coraggio di elevare un verbale di protesta contro il Borbone. E si noti che eravamo nel 1848!

[81] Figlio di Pietro De Sanctis e cugino dell'autore.

[82] Moglie, in seconde nozze, di Pietro De Sanctis.

[83] Germano del De Sanctis. Nel 1848 andò volontario in Lombardia, sotto il comando del generale Pepe. Partecipò alla battaglia di Curtatone e fu tra i difensori di Venezia fino alla capitolazione. Tornato nel Regno, fu arrestato e prigioniero nel bagno di Brindisi 3 anni. Vito De Sanctis, defunto, è padre del cav. avv. Carlo De Sanctis, modesto per quanto degno nipote del grande Irpino.

[84] Il De Sanctis fu eletto consigliere provinciale per il mandamento di Andretta nel 1872, e tenne il mandato fino alla morte. Gli successe, dopo la morte, il comm. Achille Molinari. Attualmente il mandamento è rappresentato dall'on. Francesco Tedesco, presidente del Consiglio Provinciale.