Delle cautele da prendersi nei governi rappresentativi, e necessità di studiare le provvidenze adoperate dagli antichi Stati italiani. Queste cautele nel 1848 o non si seppero, o non si presero. Si cerca e si chiarisce la ragione per la quale i ministri della Corona, da qualunque partito si cavino, eletti appena pendano allo stringato. Proponesi nuova e più razionale maniera di eleggere i ministri. Legge intorno ai reati ministeriali; difficoltà di farla eseguire. Sindacato perchè sia efficace come deva istituirsi, e da cui praticarsi: facile azione del sindacato, come quella che non implica accusa nè colpa, mentre l'accusa suppone sempre il delitto.
Ragioni con le quali si dimostra la breve durata dei ministeri profittevole alla cosa pubblica: obiezioni e repliche.
Se lo esercito nei governi costituzionali deva commettersi al potere esecutivo; massime educato nella dottrina della obbedienza cieca e passiva. Dissertazione intorno alla natura della obbedienza del soldato. L'esercito per lo scopo dell'azione deve dipendere dal Parlamento; quanto al modo di operare, dal potere esecutivo. Chi dispone a suo senno delle armi quegli è tiranno. Sentenza del Foglietta sopra Andrea Doria, che predicava avere restituito Genova alla libertà, e riteneva il dominio delle galere.
Obbligo imposto ai soldati di ammazzare i commilitoni colpevoli quanto ingiurioso alla onorata milizia. Obietto della necessità di valerci dello esercito nei casi subitanei senza consultare il Parlamento confutato.
Non si potendo abolire l'aristocrazia, in qual modo la si abbia ad accettare. Emulazione dentro certi confini mantiene vivaci le forze dello Stato, trasmodando le sperpera. Confronto della ingratitudine dei popoli con quella dei principi: si dimostra con gli esempii come talvolta sia necessaria, e non pertanto partorisce la rovina degli Stati. Ordine senatorio opportuno ad ovviare i mali della ingratitudine, ed esame di un concetto del Sieyes. Prerogative ed importanza del Senato.
Deputati come si devano eleggere: fallace fondamento elettorale su cui si basarono gli statuti italiani, ma non si poteva fare a meno sul principio: chi ebbe modo di riformarlo in processo di tempo e se ne astenne o non sa che cosa sia governo, o fu ignavo, forse anche peggio. Come si voglia chiamare la democrazia a prendere parte alle elezioni. Dei brogli dannosi alla libertà, e partiti per prevenirli. Della plebe, e perchè ributtata dagli uffici pubblici, e mantenuta ignorante favorisca la tirannide. Opinioni contrarie intorno al pregio della plebe; fatto sta ch'è piaga, e piaga dura perchè così si vuole. Partiti per immegliare le plebi persuasi dalla ragione di Stato del pari che dalla carità cristiana: intanto che le plebi si srugginiscono come le dovrebbero essere rappresentate nei Parlamenti. Degli avogadori nella repubblica veneziana, e degli abati del popolo in quella di Genova.
Dimostrasi la suprema necessità che i deputati ricevano stipendio dai Comuni che rappresentano; cause che informarono lo Statuto toscano in proposito. Mandato gratuito dannoso alla bene ordinata democrazia: quello che sentisse e quello che disponesse su questo particolare il generale Paoli, uomo copioso di senno pratico sopra ogni altro italiano.
Della opposizione parlamentaria, e di quante specie ella sia: quale non debba patirsi; però dove cessi il governo rappresentativo intisichisce.
Deputazione è ufficio solenne; il deputato che senza congedo ottenuto e senza causa chiarita non risponde tre volte all'appello deve irremissibilmente cassarsi.
Deputazione a mo' dei benefizii curati esclude il cumulo; si espongono le cause per le quali sembra non pure logico ma onesto che i salariati dal governo devano rimanere esclusi. Governo che non attende con ogni diligenza a procurare sincere elezioni crea il paese legale diverso, e talora anche contrario al paese regale con manifesto pericolo della libertà. Il governo che vizia l'elezioni è pari al pilota il quale incomincia la navigazione buttando in mare la bussola.