Roma dei Papi per tradizione antica la Indipendenza non ama nè la Libertà. E ve ne porgano testimonio Crescenzio, e Arnaldo, e Cola di Renzo, i Franchi, i Bavari e i Tedeschi chiamati, e per lei non istette se non venissero i Britanni, e barbari di ogni maniera. Alessandro per un momento si legò co' popoli contro a Federigo, ma subito dopo renunziò a cotesta lega come a cosa per lui snaturata. Ora via, italiani uomini, gentil sangue latino, che cosa aspettate più? Dite pur franchi a Samuele; tu se' divenuto vecchio, — costituisci dunque sopra noi un re che ci giudichi, come hanno tutte le altre nazioni, e il Signore ordinerà a Samuele: acconsenti alla voce del popolo in tutto ciò ch'egli ti dirà[22].

Di Toscana parlammo, e indarno. Come Timante dipinse Agamennone col velo sopra gli occhi al sacrificio d'Ifigenia, ormai giova che tali ci veliamo noi; principe abbiamo di animo mite ma appunto per la bontà sua, per animo alieno a ingrandirsi, per la congiunzione alla casa che dovrebbe combattere, pel nessuno vantaggio, anzi pel danno inestimabile che risentirebbe a favorire uno stato, che amico lo rende vassallo, nemico l'opprime, non deve desiderare la guerra. Chi lo circonda fa quasi comparire sapienza la stupidezza di Claudio. Fra tanti tristi che cosa può fare il solo principe nel punto in cui abbisognerebbe pel maggiore scopo di uomini pronti e animosi? La discordanza del concetto fra il governo e la Nazione basterebbe sola, quando non concorressero come pur troppo concorrono altri semi pestiferi, a insinuare il languore nelle imprese guerresche.

Vinceremo noi, o cadremo per non risorgere più mai? — Intendete, uomini italiani, per non risorgere più mai! Le ossa degli antichi trapassati fremono dolorose nelle secolari sepolture, e voi non vi commovete! Carlo Alberto combatte solo. Noi non siamo amici di re, e meno di Carlo Alberto, ma chi siete voi che in segreto lo coprite d'infamia, mentre in palese, ginocchioni, a mani giunte come santo protettore lo supplicate? Forza è però dirlo; senza lui, a questa ora il becco dell'Aquila imperiale si pascerebbe delle nostre viscere.

L'Aquila di Savoia non si mostra Aquila generosa, — tutte le Aquile sono rapaci.

Il re di Savoja procede gagliardo sopra la guerra, — perchè difende la sua mercede; ella è troppo bella, perchè non si provi a tentare lo estremo di sua forza per conservarla.

Della Libertà non favelliamo. Noi l'abbiamo velata di nero. Così avendo mancato a noi stessi per colpa della maledetta stirpe dei codardi che hanno nome di Moderati, vediamo: la Unità della Italia allontanata, la Indipendenza in pericolo, le Libertà in procinto di tornare alla beata sua sede, ch'è il cielo.

FINE

NOTE:

[1.] Pete, non dolet. — Svet., in Cl. Nerone.

[2.] Qualis artifex pereo. — Svet. in Cl. Neron.