Non vi è mestiero di Assemblea, il voto del Popolo ha già deciso. — Governo è spinto ad unirsi con Roma, e subito. — Il provvisorio non s'intende, nè si cura; vuolsi la Repubblica. — Il Governo è d'accordo con gli Austriaci, e apparecchia la invasione straniera se non procede come a Rivoluzionario conviene, e non consente il Principe sia dichiarato decaduto e la Repubblica proclamata. Quante mortalissime insidie cosiffatte insinuazioni contenessero in sè nel furore dei tempi, non vi è discreto uomo, che di per sè senz'altra chiosa profondamente non senta.
«Qual bisogno ha oggi la Toscana di rimettere ad una Assemblea la decisione di un voto, il quale fu già deciso dal Popolo? — Il Popolo ha già deciso di essere unito con Roma, e Roma ha proclamato la Repubblica il giorno stesso di tal decisione. Or come pretendereste di stare uniti a Roma, se l'Assemblea Toscana non si pronunciasse per la Repubblica?...
«E se ciò avvenisse, quali impacci non creereste, provocando una seconda Rivoluzione, che vi potete risparmiare, prevalendovi della prima così bene avviata? Essere uniti con Roma, vuol dire essere Repubblicani; e voi pretendete intanto che ci possiamo gridare uniti con Roma, ma che non ci dobbiamo dire Repubblicani. Permetteteci, cittadini del Governo Provvisorio, che vi diciamo apertamente, cotesto argomento essere un argomento ad bestiam, e che voi ci raffigurate il principe Amleto di Danimarca, mentre dice a sè stesso: To be, or not be, that is the question; e di cotesta questione non sa trovare il verso per uscirne a bene.
«Essere o non essere, — questa è la quistione. Or quando per essere basta il dire noi siamo, non sappiamo capacitarci perchè si debba dire noi saremo, col rischio di non essere mai!
«Infiniti sono i rischi che minacciano il Governo Provvisorio. —
«Leopoldo d'Austria fuggì fidando nella reazione: fuggì nella certezza che i suoi fedelissimi sudditi non comporterebbero la lontananza delle adorate sembianze del loro padrone; fuggì, perchè il Partito reazionista vide essere cotesto l'ultimo colpo, il colpo disperato per far trionfare una causa che essi medesimi vedevano perduta. — Se Leopoldo d'Austria fosse fuggito nel semplice scopo di sottrarsi ad una sanzione cui consentire non poteva il suo animo timorato, se fosse fuggito unicamente per sottrarsi ad una scomunica, se fosse fuggito lealmente e da buon cittadino, da buon cittadino avrebbe incominciato a deporre quel potere, che ei credesi aver ricevuto per grazia divina, ed alla cui influenza, al cui prestigio egli affidò le ultime sue speranze, — le speranze di ricostituire un trono dispotico sulla guerra civile e sulla anarchia.
«Quest'ultimo scopo soltanto fu quello che ricercò Leopoldo lo Austriaco: ed ove egli vada fallito, sieno pur certi i Toscani, sia certa l'Italia che, non avendo la reazione trionfante, avremo li Austriaci sostenitori del Trattato di Vienna, i quali verranno a riporre sul trono un sovrano che per amore non vi fu voluto riporre. Ora, se schiacciammo la reazione, perchè, o Governo Provvisorio, non volete che schiacciamo li Austriaci?... Perchè volete che abbiamo l'una latente e permanente, li altri in minacciosa prospettiva?...
«E voi sembrereste nol volere, se recedeste dallo scendere prontamente ad energiche e violente misure, a provvedimenti solidi e rivoluzionarii.
«Voi sembrereste, per taluno, quasi non volere, ricusando ancora di dichiarare decaduta dal trono la famiglia di Lorena, ricusando di proclamare immediatamente il regime repubblicano, oggimai inteso e gradito da tutti meglio assai di quello che nol sia il provvisorio.»[536]
Non si deve convocare l'Assemblea, perchè si corre pericolo di addormentare la Rivoluzione nella fredda legalità delle formule. Impegno del Popolo quando me pose al Governo dello Stato, fu la Unione d'Italia con Roma.