«Ti giuro sul mio onore, e non lo giuro invano, che se consenti a tornare a Livorno subito, e non vi è altro mezzo che quello che ti suggerisco, la città avrà pace; diversamente, torniamo indietro una settimana, cioè al tremendo dubbio di una guerra cittadina. — Vedi quale responsabilità ti assumi! L'amicizia mi costringe a palesarti il vero.

«Al signor F. Domenico Guerrazzi.

«Nel Falcone. — Portoferraio.»


E mentre gli si domandava oblio della offesa patita, ed ei lo dava, l'Accusa per questi fatti ha coraggio di scrivere: «che il signor Guerrazzi ha interessato la grazia!....»

C

Ivi. — Pag. 76, in [nota]

«Al Popolo, che ingannato era venuto ad arrestarmi, tali apparecchiava parole, come resulta dallo Scritto inedito pubblicato dall'Accusa (a pag. 60 del suo Volume di Documenti).»

Eccolo per intiero:

Suadeo vos emere aliquantulum charitatis et verecundiæ, et animadvertetis vos esse cives ejusdem miseræ civitatis.