«Noi e Voi, o Signori, nello arrestare persone sospette, pregiudicate, e in parte trasgressore dei precetti ricevuti, abbiamo proceduto non per vie eccezionali, ma in virtù della Legge del 26 novembre 1847, la quale, come si accenna nel Proemio, ha da durare fino alla pubblicazione del regolamento organico di Polizia.
«Le attribuzioni da noi adoperate si contemplano nello Art. 2 della allegata Legge.
«La pratica poi viene in conferma di quanto affermiamo, imperciocchè dai Protocolli della Delegazione di San Marco consideriamo una serie non interrotta di processi e di risoluzioni di simile natura con le quali — per misura di prevenzione reclamata dalle loro pregiudicate qualità — furono condannati parecchi individui a dimora coatta di 4, 6, 8 mesi, e allo esilio per 3, 4 e 6 mesi, con la comminazione trasgredendo di reclusione nella Casa di Forza di Piombino.
«Egregiamente commetteste la compilazione dei processi alle Cancellerie dei Delegati di Governo, così ordinando l'Art. 9 della rammentata Legge.
«Solo rimanevaci il dubbio se per l'Art. 1, la Commissione preposta a conoscere e deliberare intorno cotesti fatti avendosi a comporre del Governatore e degli Assessori legali, essendosi dispersa, in Voi risiedessero le facoltà alla medesima conferite: ma siccome ripensandovi sopra, le facoltà tutte governative troviamo essere a VS. partecipate, e considerando ancora che il provvedimento di cacciare via dalla città uomini perversi e rotti ad ogni maniera di delitti è legge suprema di sicurezza, così noi vi preghiamo avvertire S. E. il Ministro che voglia coadiuvarci con tutti i nervi nelle misure che saremo per prendere.
«Il ristabilimento dell'ordine è a questi patti, e andiamo sicuri che nella sua alta perspicacia il Ministero sarà per accettarli.
«Ci valghiamo poi della occasione per richiamare la grave avvertenza del Ministero intorno alla necessità di vestire presto la Guardia Municipale: temiamo che abbia a perdere della rispettabilità sua; e consumata anche questa forza noi riusciremmo poveri di consigli e non sapremmo a che cosa ricorrere; — e intorno allo altro fatto del cacciatore a cavallo Berni: queste mene perniciosissime non possono tollerarsi, e mantengono sempre vivo lo Stato di suspicione del Popolo contro il Governo, che noi tutti ci affatichiamo con indefesse cure sopire. Tanto per governo delle SS. VV. Illustrissime, mentre ci confermiamo
«Livorno, 26 settembre 1848.»
2º Lettera al Commissario di Guerra intorno alle sofisticherie ministeriali per le spese della Municipale.
«Illustrissimo Signore,