«Considerando che mentre da un lato il Municipio ritiene essere prerogativa Regia la nomina dei Ministri, e che conseguentemente la loro Elezione deve emanare dall'animo del Principe, dall'altro lato ravvisa che senza offendere la detta prerogativa potevasi rappresentargli il voto del Popolo;

«Perciò Delibera:

«Di accogliere l'Indirizzo succitato del Popolo come semplice espressione di un desiderio, e di farsi organo, onde tale manifestazione pervenga all'Ottimo nostro Principe.

«E quanto sopra è stato approvato ad unanimità.

«Per Copia ec.

«Il Gonfaloniere
«Avv. L. Fabbri.

«Il Cancelliere
«J. Ceramelli.»

[115.] Prova manifesta che quantunque benevole le disposizioni a favor mio, per certo da me non provocate, non avrebbero avuto virtù di costringere persona, ha pure registrata nel suo volume l'Accusa. Parte del Municipio invitando il Governo a mandare Governatore in Livorno sollecitava in nome del Popolo cotesto ufficio per me; il Ministero ricusò; io mi partii da Livorno, e Montanelli fu accolto. I Documenti a pag. 679 narrano così: «Questa mattina (4 ottobre, 11 ant.) sono stati affissi per tutte le contrade della città proclami stampati che esprimevano un voto perchè Guerrazzi fosse eletto Governatore, Montanelli Ministro. È tornata la Deputazione da Firenze, ma le risoluzioni che ha portato non sono state di piena soddisfazione, giacchè alcuni del Popolo che amano Guerrazzi avrebbero voluto vedere in qualche modo ricompensate le sue tante cure pel bene di Livorno.... — In Piazza vi sono grandi attruppamenti di Popolo attendente che venga affissa la officiale risposta portata dalla Deputazione; non so come verrà accolta; forse il Popolo si calmerà, e sacrificherà alla quiete del paese l'uomo da lui amato, ed in cui aveva riposta grande fiducia. — (Ore 3 pom.) Guerrazzi è già partito alla volta di Firenze lasciando uno addio al Popolo, ch'è stato affisso in istampa per tutti i canti e che t'invio. Questa repentina partenza ha fatto molta sensazione. Intanto gli scritti aumentavano per le vie, tutti esprimenti il desiderio, che Guerrazzi fosse eletto Governatore ed il Montanelli Ministro. — (Ore 4 pom.) Il Gonfaloniere..... ha detto, che la Deputazione tornata da Firenze portava l'annuenza del Governo a tutto quanto domandava la città, tranne però la nomina del Guerrazzi a Governatore. — Il Gonfaloniere ha quindi dimostrato la necessità di accettarlo (il Montanelli), ed il Popolo ha aderito

[116.] Eppure la opinione pubblica non era avversa al Ministero nostro, non dirò degli amici, ma degli avversarii, e degli emuli. La Riforma, foglio per certo a noi non parziale, scriveva: «Il nuovo Ministero fu accettato come termine di agitazione rovinosa, e come pegno di tranquillità.» — (3 novembre 1848). — Il Nazionale, che fece professione di Costituzionalismo anche in mezzo alla procella repubblicana, si esprime sul conto nostro in guisa da far comprendere due cose: che potevo aspettarmi l'appoggio anche della passata Assemblea, e che gli agitatori si reputavano non istrumenti, ma nemici del Ministero:

«Noi crediamo che il presente Ministero potesse presentarsi anco alla passata Assemblea, ed averne quell'appoggio che nessun uomo ragionevole deve negare a chi governando il paese chiede per il paese cose necessarie e veramente utili. Molto più pensiamo, che oggi egli sia per ottenere questa giusta cooperazione. — Diciamo molto più; non solamente perchè alcuni atti del Ministero hanno attenuato le sinistre prevenzioni destate al suo nascere; ma perchè i furibondi, che hanno dato con le loro grida e co' loro fatti alla santa parola di democrazia un senso contrario al suo senso nativo, e un senso non accettevole nè dagli onesti nè dai sensati, hanno persuaso l'universalità, che il Ministero non può secondare costoro senza distruggere sè medesimo.» — (Il Nazionale, 2 dicembre 1848.)