[163.] Della Servitù d'Italia, pag. 188. (Prose politiche; Firenze, 1850).
[164.] Ivi, pag. 190.
[165.] Della Servitù d'Italia, pag. 189.
[166.] Quantunque il Popolano dell'8 gennaio 1849 parli in termini generali, dalla parte già citata di questo articolo si conosce come s'indirizzasse a me:
«E siccome ogni potere è di sua natura conservatore e moderatore, perciò noi veggiamo Ministri succedersi a Ministri, Governi a Governi, Assemblee ad Assemblee, scacciate impetuosamente le une dalle altre, e oppresse sotto il peso della pubblica riprovazione. Egli è che così deve avvenire, finchè la fase complementaria della nostra rivoluzione non sia compiuta: egli è che ogni potere odierno non può peranco rappresentare il vero governo democratico: esso non può accettarsi che, come un mezzo, non già come un fine; come una fase, un gradino per giungere alla vetta dello edifizio tutto intero, dal quale siamo tuttora così lontani da non poterne abbracciare collo sguardo la stupenda architettura e la magnifica ampiezza.»
[167.] E proprio non lo volevo dire; ma l'enfant terrible dell'Accusa io trovo che lo ha stampato nel suo Volume, però cessa il motivo del silenzio.
Mettendolo Turpino anche io l'ho messo.
Così va sovente scusandosi l'Ariosto, onde io giovandomi dello esempio di Messere Ludovico dirò:
Mettendolo l'Accusa anche io l'ho messo.
«Il Prefetto di Pisa al Governatore di Livorno. — Le comunico un Dispaccio telegrafico del cittadino Guerrazzi, che ricevo in questo momento. — Al Prefetto di Pisa. Uomini parte esagerati, parte male intenzionati, JERI CODINI, hanno spedito in diverse parti della Toscana per convenire giovedì a Firenze, e costringere il Governo a dichiarare la Repubblica e la Unione con Roma. Il Governo vuole si consulti il voto universale del Popolo, perchè tutto il Popolo ha da sostenere la Repubblica. Il Governo non intende farsi strascinare, e dichiara, chiunque presumesse violentarlo, traditore della Patria, sottoposto alla Legge del 22 febbraio 1849. Dia annunzio a Livorno, e faccia in modo che nessuno giovedì si muova.»