[168.] Ferdinando Zannetti nel suo esame dichiara: «EGLI SOLO si opponeva a tutti coloro che volevano la promulgazione del Governo Repubblicano, e della Unione con Roma.» — (Processo, a carte 2241, F. III.) — In certi punti pare che all'Accusa sieno cascate le cateratte.

[169.] Importa grandemente osservare in quante guise e con quanta perseveranza si fossero adoperati pessimi agitatori al fine avvertito. Non essendovi pervenuti, deliberarono afferrarmi per perdermi più tardi. Certo avrebbero amato piuttosto calpestarmi subito; ma le perfide insinuazioni non avevano partorito fin qui frutto bastantemente copioso. A pag. 148 di questa Apologia riportai le infamie della Vespa generosa, e del Popolano reprobo.

Fino dal novembre 1848 spargono voce, avere io mutato casacca, ed essere diventato capace di tirare sul Popolo; per lo che ebbi a scrivere per telegrafo a Livorno il 30 novembre: «Che cosa dicono di tirare sul Popolo? Da quando in qua sono io diventato parricida? Prudenza e vigore, e togliete ogni credito ai guastamestieri.»

Nel 5 decembre 1848, per telegrafo raccomando diffidassero dei rumori, «che spargonsi con leggerezza o con malizia contro di me.»

Nel 6 decembre 1848 gli agitatori fanno arrestare a Livorno i cannoni caricati per Firenze, col sospetto che dovessero usarsi a reprimere i turbolenti; io scrivo per via di telegrafo: «E che? Si teme che noi li vogliamo per mitragliare Livorno? Mancherebbe anche questa!»

«Il Popolo intende che i cannoni non si levino da Livorno, non avendo bisogno di sotterfugi.» — (Dispaccio telegrafico da Livorno, 6 decembre 1848.)

«P. accompagnato da una Deputazione mi ha detto: scriva che il Popolo non dorme.» — (Dispaccio telegrafico da Livorno, 6 dicembre 1848.)

«Circola a stampa, ed è affisso pei muri della città, un foglio ove si avverte il Popolo a stare in guardia, e a non permettere che i cannoni sieno trasportati altrove. Guardati, vi si dice, è un trabocchetto!» — (Dispaccio telegrafico da Livorno, 12 dicembre 1848.)

Fogli avversi si rinnuovano a Livorno, e la mattina del 23 si stracciano. — (Dispaccio telegrafico del 23 dicembre 1848.)

Torres, e le persone che si rammentano nei varii Dispacci da Livorno dal 6 al 24 dicembre 1848, si riaffacciano a Livorno per concitarmi contro lo sdegno del Popolo.