«Scrivo in questo carattere perchè alla Posta non si faccia secondo il solito ec. ec. ec. — Io frequento molte, ma molte Società.... e qui la croce addosso a Guerrazzi..... guerra a morte..... Ecco i nomi di questi assassini aristocratici. Tutti i Fortini; il Capitano poi della Guardia Civica il più accanito. I suoi cognati, Senno Capitano dei Carabinieri, l'altro Segretario del Ministero di Grazia e Giustizia signor Duchoqué, M***.
«Terribile al colmo il Direttore degli Alti Puccini, e il suo amicone avv. B*** e L***.
«Quelli di secondo ordine a suo tempo ec. ec.
«Vanno finiti, — ridotti impotenti, — esiliati.»
Non importa dire, che a nessuno dei rammentati fu non solo non recata molestia, ma neppure diminuito riguardo.
Il Puccini tanto rimase in ufficio, che potè iniziarmi contro questa brutta procedura, e in modo così parziale, che rispetto a lui l'accusa di poca benevolenza verso me pare fosse vera; ma egli periva di misera morte, e così Dio gli perdoni come io l'ho perdonato.
[189.] «Avuto riguardo alle molte famiglie povere le quali ritraevano dalla cessata Corte dei periodici sussidii in denaro o in pane, mancati i quali, queste famiglie vengono veramente a risentirne danno gravissimo, per cui sono costrette a languire nella miseria, il Governo, il quale sente e vuole avere viscere di padre per i Popoli alla sua tutela commessi, non può permettere che la parte che più esige il di lui soccorso venga a mancare per l'abbandono di chi era in dovere di assisterla. All'adempimento del qual dovere, che è per lui religione, il Ministro dello Interno aprirà una nota ove verranno ad iscriversi tutti coloro che ricevevano dalla prefata Corte i citati sussidj onde questi possano venire seguitati ai medesimi provvisoriamente, e finchè la suprema Legislatrice del Paese, l'Assemblea, non abbia preso anche in proposito gli opportuni provvedimenti.» — (Mon. del 3 marzo 1849.)
[190.] «Il Potere Esecutivo provvisorio della Toscana,
«Considerando esser cosa del più grave interesse la sistemazione da darsi al già Dipartimento della Corte Toscana, sia avuto riguardo agli stabilimenti ed uffizj che ne dipendono, sia avuto riflesso alle determinazioni da prendersi relativamente agli stipendiati della Corte stessa, la sorte di molti dei quali è strettamente connessa alla sussistenza di altrettante non agiate o povere famiglie;
«Considerando che, se un decreto del Governo Provvisorio emanato nel decorso febbraio provvide ai più bisognosi fra quelli stipendiati, resta ancora a fissare la sorte di quelli che non possono dirsi compresi nella categoria presa di mira dal decreto suddetto;