«Petracchi a Pigli: — In questo momento ricevo un Dispaccio dal Presidente Mazzoni, che mi ordina partire per Livorno.» — 18 febbraio 1849, ore 12, m. 45.
Dunque Pigli ordinava prima, e indipendentemente dal Governo.
[332.] Pag. 161, 165, 415.
[333.] Documenti dell'Accusa, pag. 166.
[334.] «Ill. sig. Prefetto.
Mando a Grosseto, come il Governo superiore mi ordina, 12 Municipali guidati da un Tenente, e alquanti Artiglieri nazionali, e di linea. La prevengo, che domattina a qualche ora partiranno da Livorno 2 Compagnie di Guardia Nazionale dirette a Santo Stefano, e che nello stesso giorno di domani procederanno nella stessa direzione altre forze militari provenienti da Firenze, e capitanate dal Gen. D'Apice, — È inutile ec. — Livorno 14 febbraio 1849, ore 11 di sera. — Pigli.»
[335.] Documenti, pag. 295.
[336.] In proposito di corrispondenze qui cade in acconcio raccontare come (e il modo ignoro, ma anche da ciò si argomenti se convenisse andare cautelati) il Circolo del Popolo intraprendesse un plico diretto da Gaeta al sig. Boiti impiegato nella Posta delle lettere di Livorno, e recatolo al Governo instò perchè lo Ufficiale si destituisse. Doleva grandemente tanto a me, che al buono Adami, piegare sotto la dura legge, ma e' fu forza pel momento subirla. Il sig. Consigliere Ronchivecchi, curatore del giovane, sollecito degl'interessi di quello e della famiglia cui apparteneva, poco bene provveduta a sostanza, raccomandava il giovane nello impiego si restituisse; ed io risposi subito, che volentieri, imperciocchè non era stato remosso per noi, bensì dalla prepotenza della Fazione soverchiante; però bisognare, che alcun poco di tempo passasse onde non fare un peggio; al fine, quando mi parve capitato il destro, reintegrai il sig. Boiti nello ufficio con grande contentezza della sua famiglia e del sig. Ronchivecchi, il quale parmi venisse due volte, ma certamente una, per conferire meco su questo negozio, e ringraziarmi. — Di questo fatto, della umanità di riceverlo, dell'ottima mente a soddisfarlo, e dei discorsi intorno la violenza che la Fazione esercitava sul Governo, chi meglio può testimoniare del sig. Consigliere Ronchivecchi? — Così mi adoperava io a preservare da ogni offesa della Fazione la famiglia degl'impiegati; e se me salutassero allora una seconda Provvidenza, pensatelo voi!... Ma in quel tempo l'ora della ingratitudine non era suonata.
[337.] Rapporto del Governatore del 9 pervenuto al Governo il 10 febbraio: (Documenti dell'Accusa, pag. 306.) «.... cui concedo — munizioni da bocca e da fuoco, non che lire 10,000 tolte dalla Cassa della Dogana e delle quali sarà reso conto, mentre d'altronde negarle sarebbe stato un contrastare per diffalta di mezzi al conseguimento del fine».
[338.] Rapporto del 13 febbraio 1849. Documenti dell'Accusa, pag. 309.