«P. S. Io non sono ancora libero, nè le mie comunicazioni. Domani spero poter dare migliori notizie.» — (Documenti, pag. 484.)
[490.] Documenti, pag. 366.
[491.] Documenti, pag. 484.
[492.] Documenti, pag. 486.
[493.] Ivi.
[494.] Ivi.
[495.] Trovo sopra i Giornali così narrati i casi del 23 febbraio. A me non furono referiti diversi quando giunsi a Massa. «Massa, 23 febbraio. — Alle ore 10, mentre vi scrivo, il paese è in grande allarme. È ritornato a briglia sciolta tutto il treno con 22 pezzi di cannone e tutta la truppa a marcia forzata. Giunti sul piazzone del Palazzo, la popolazione in massa si è slanciata sui soldati del treno, lottando con essi, e gridando: Non partano più i cannoni. Allora gli artiglieri hanno staccati i cavalli che sono stati condotti in una stalla e guardati dal Popolo, i soldati tutti si sono sbandati, fuggendo chi per la Toscana, chi per le montagne, chi vendendo la roba per mangiare, essendo digiuni da 48 ore. Veduto Laugier tutto questo, abbenchè dicesse non voler cedere la Piazza, è uscito dal Palazzo a cavallo scortato dai Dragoni con sciabole sguainate, ed ha gridato: Valorosi soldati, seguitemi; io ho la cassa, andiamo a unirsi a Fosdinovo: chi mi vuol bene mi segua. — Dopo questo parole è scappato come il Demonio con la Cavalleria verso Fosdinovo; si crede però che i Dragoni torneranno indietro.» — (Alba, 23 febbraio 1849.)
[496.] «Il Municipio di Firenze — dopo avere speso ogni cura a remuovere dall'animo del Principe il pensiero di uno allontanamento, lealmente offeriva il suo concorso agli uomini che di necessità assumevano il grave incarico di reggere provvisoriamente il Paese in sì difficili momenti.» — (Deliberazione del Municipio Fiorentino del 12 febbraio 1849. — Documenti dell'Accusa, pag. 314.)
[497.] Monitore del 26 febbraio 1849.
[498.] Deliberazioni Municipali del 24 febbraio 1849. — Documenti, pag. 315.